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Perché il miele cristallizza?

miele cristallizzato

Il miele cristallizzato è una delle cose che generano più curiosità nel settore gastronomico. Infatti, non molte persone sono a conoscenza dei reali motivi per cui avviene il processo di cristallizzazione del miele. Vediamo brevemente come avviene e perché.

Si tratta di un prodotto interamente naturale, al cento percento: questa è la prima cosa da sapere sul miele. Anche se in alcuni casi si rende necessario l’intervento dell’uomo, questo si limita il più delle volte al semplice confezionamento della materia prima.

Il miele deriva dal lavoro delle api, che lo producono grazie a dei processi molto particolari.

Questi processi avvengono nel corpo dei piccoli insetti impollinatori. Il nettare raccolto dai fiori viene rielaborato ed espulso sotto forma di dolcissima sostanza dello stesso colore dell’oro o dell’ambra molto chiara.

Quindi, l’aspetto con cui conosciamo il miele è sicuramente quello di un liquido denso, appiccicoso ma incredibilmente attraente, per via della sua brillantezza. Nonostante ciò, il miele cristallizzato può capitare, a causa di una trasformazione dipesa da alcuni agenti interni e altri esterni.

Gli agenti in questione non sono pericolosi: non hanno il potere di rovinare il gusto del miele o la sua qualità. Semplicemente, il miele cristallizzato è un effetto normale, una fase. Esso si può indurire o sciogliere, a seconda dei casi e del modo in cui viene conservato.

Come si fa a non far cristallizzare il miele?

Per comprendere perché potresti ritrovarti con del miele cristallizzato, devi prima scoprire di cosa è fatto, precisamente. In questa maniera potresti pure riuscire a evitare che questo fenomeno avvenga.

Miele cristallizzato: i fattori interni che determinano il processo

La secrezione delle api deriva dal nettare, ma è sostanzialmente del glucosio unito al fruttosio (due tipi di zucchero, che insieme al saccarosio, vengono spesso utilizzati in cucina). All’interno, naturalmente, c’è anche dell’acqua, la quale però costituisce soltanto il 18% del miele.

Il glucosio è un elemento piuttosto pesante, le cui molecole non riescono a legarsi con quelle dell’acqua. Questo fa sì che le particelle di glucosio precipitino, depositandosi sul fondo del contenitore e formando dei piccoli cristalli. Ecco come il miele si cristallizza, lasciandoci un po’ interdetti, quando apriamo il barattolo.

La cristallizzazione del miele non è affatto un problema, dal momento che si tratta di un aspetto molto superficiale e non definitivo. Semplicemente, se nella tua varietà di miele la percentuale di glucosio contenuta è maggiore, allora esso si solidificherà più velocemente. Se, al contrario, la percentuale di fruttosio sarà maggiore rispetto a quella di glucosio, la cristallizzazione avverrà in maniera lenta.

La presenza più rilevante di glucosio o di fruttosio dipende dal tipo di miele e dalla sua provenienza.

Il miele di melata, per esempio, risulta molto meno denso rispetto ad altri; quello di girasole cristallizza in maniera repentina, poiché risulta costituito per la maggior parte da glucosio. Conoscere la provenienza del tuo miele, ti aiuterà ad apprezzarlo meglio. Inoltre, potrai essere sempre preparata, sapere quando trovarlo più solido o più liquido e, in base a questo, scoprire come conservarlo al meglio per poi meglio utilizzarlo nelle tue ricette.

Il processo che abbiamo descritto è assolutamente normale e fa parte delle caratteristiche insite del miele.

Se non avvenisse affatto: ecco, in questo caso dovresti spaventarti!

Non c’è nulla di naturale in un miele che resta perennemente allo stato liquido.

Miele cristallizzato: il fattore esterno che favorisce il processo

Se vuoi che il tuo dolcificante preferito ritorni a un aspetto meno denso e più facile da versare, allora ti basterà semplicemente “scioglierlo”. Infatti, parlavamo prima di fattori esterni che influenzano il miele a tal punto da farlo cristallizzare. Stavamo parlando delle modalità con cui esso viene conservato. Tra questi, quello più importante è senza dubbio la temperatura che, quando è inferiore ai 10 gradi, determina il cambiamento di stato (la solidificazione) della sostanza.

Come si fa a sciogliere il miele cristallizzato?

Se il miele è cristallizzato non vuol dire che non puoi trovare il modo per scioglierlo e anzi possiamo dirti che ci può essere più di uno. Innanzitutto potresti fare un primo tentativo usando il forno a microonde, anzi forse è la prima cosa che potrebbe venirti in mente perché magari già lo fai con il cioccolato, giusto per fare un esempio, e soprattutto è indubbio che è un metodo che può permetterti di risparmiare tanto tempo.

Ma anche con il miele può funzionare?

E soprattutto come procedere? La risposta alla prima domanda è assolutamente si ma bisogna seguire degli step precisi. Come prima cosa sarà importante scegliere il contenitore adatto, altrimenti sarà tutto inutile.

Dovrai optare per uno tra quelli che sono adatti a un forno a microonde. Di sicuro se sceglierai un piatto bianco non sbaglierai ma anche un contenitore di ceramica o di vetro può andare bene.

L’importante è evitare assolutamente il metallo e se è possibile anche la plastica. Per quanto riguarda la potenza il consiglio che ci sentiamo di darti è quello di usare una di livello medio e da usare però per un massimo di circa 40 secondi.

Più difficile è andare a calcolare il tempo per un risultato perfetto. Questo perché le variabili da considerare sono tante. Bisognerà, infatti, capire quanto miele bisogna sciogliere e la potenza del forno a microonde che andremo ad utilizzare.

L’importante è che sarai attento a controllare il processo in modo da poterti regolare in corso d’opera. Nel momento in cui andrai ad estrarre il contenitore dovrai mescolare per distribuire il calore in modo uniforme: se dovessi accorgerti della presenza di grumi troppo grandi e duri riporta tutto nel microonde per qualche altro minuto.

Ricordati che questo metodo ti offrirà come grande beneficio quello di risparmiare tempo. Ma allo stesso tempo il forno a microonde può essere negativo su alcune sostanze nutritive presenti nel miele. Quindi dovrai essere tu a stabilire se optare per un metodo veloce ma poco salutare.

Esiste un altro metodo molto più salutare (ma più lento) e cioè quello di sciogliere il miele a bagnomaria. In pratica dovrai riscaldare il miele a bagnomaria a una temperatura non superiore ai 40 gradi. Tieni presente che questo metodo ti permetterà di gustarti questo buonissimo nettare, che magari aveva subìto un processo di cristallizzazione per via delle rigide temperature invernali.                   .

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