Il Danubio di Napoli : un fiume di gustosa bontà

 

La Mulino Caputo indice un contest per celebrare i cento anni della brioche

“Bambini lavatemi le mani e venite a fare merenda !”, questo il richiamo affettuoso delle mamme quando portavano con orgoglio a tavola appena sfornata la famosa brioche: il Danubio. La citazione attribuita alla regina di Francia Maria Antonietta, che avrebbe detto: «Se non hanno pane, che mangino brioches!», in vero la frase è stata scritta da Rousseau nelle Confessioni, prima della nascita di Maria Antonietta. Giovanni Scaturchio, famoso pasticciere calabrese di nascita, napoletano di adozione, sposò una signora nativa di Salisburgo. Fu proprio lei a portare in dote la ricetta di un dolce boemo: il Buchteln, molto diffuso nella cucina austriaca e in quella ungherese. Così, quando Scaturchio aprì la sua pasticceria a Napoli nel 1920, lanciò le “Brioscine del Danubio”, con il tempo chiamate solo “Danubio”.

Parte da Napoli, e non poteva essere altrimenti, la celebrazione della ricorrenza di un dolce-rustico che compie 100 anni. L’idea è di Antimo Caputo, Amministratore Delegato del celebre Mulino di Napoli: «Abbiamo ideato un contest rivolto a chi ama cucinare e preparare bontà. Noi del Mulino Caputo siamo molto attenti alle nostre tradizioni e al lavoro degli artigiani che, da sempre, hanno profuso energie e idee per creare prodotti tipici. Quella del Danubio è la rivisitazione di una specialità d’oltralpe, diventata squisitamente napoletana e da qui diffusa in tutt’Italia, grazie alla tipica esuberanza della creatività partenopea» ha dichiarato Antimo Caputo.

Quest’anno si è deciso di ricordare tutti assieme il Danubio, perché vantare cent’anni ininterrotti di apprezzamenti non è da tutti. Dolce o salato, il Danubio a Napoli è un’istituzione: non c’è festa, rinfresco o buffet che non lo preveda. Per celebrare il centenario, Mulino Caputo lancia un social contest rivolto a quanti siano appassionati di impasti, lievitazioni e arte bianca. La storia della cucina napoletana è ricca di revisioni, riletture e reinterpretazioni di ricette arrivate, nel tempo, da tutte le parti del mondo. E il Danubio non fa eccezione: in città, accanto alla versione dolce, si sono imposti ripieni rustici, che prevedono la presenza di formaggio, salame e prosciutto che riscuotono grande apprezzamento. “De gustibus non est disputandum” la locuzione latina attribuita a Plutarco molto diffusa di origine non classica, vuole sottolineare come non sia altro che tempo perso discutere sui gusti delle persone, nel caso del Danubio vi è chi preferisce la versione dolce o quella salata. La Mulino Caputo ha deciso di festeggiare i cento anni della brioche con un contest, chiedendo di proporre la personale ricetta con gli ingredienti utilizzati, pubblicando entro il 20 novembre la ricetta corredata di una foto su l’hashtag #danubio100 e #mulinocaputo. Il Mulino di Napoli dal 1924 lavora il grano con generosità e passione, per offrire a professionisti e appassionati dell’Arte Bianca farine di altissima qualità, prodotte nel pieno rispetto delle materie prime e della tradizione.

Harry di Prisco

By | 2020-10-28T13:25:50+01:00 Ottobre 2020|Eventi|