L’olio extravergine d’oliva italiano è un patrimonio da proteggere

L’olio extravergine d’oliva italiano è un patrimonio da proteggere

Perché l’olio extravergine d’oliva italiano è un patrimonio da proteggere?

Forse non tutti sanno che il mercato della produzione di olio extravergine d’oliva conta diverse centinaia di aziende agricole in Italia e queste sono in grado esportare parecchie tonnellate di prodotto soprattutto all’estero. Nel mondo, infatti, l’Italia è al primo posto tra i paesi esportatori di olio di pregio ed è anche il Paese in cui se ne consuma di più per l’alimentazione. Se desideri insaporire il tuoi alimenti e mangiare sano comprando italiano dovresti assolutamente provare l’Olio extravergine di oliva sul sito agricolalocci.it. Vediamo tutto quello che c’è da sapere su questo prodotto così importante per la nostra economia e perché dobbiamo impegnarci a proteggerlo per dare sostegno ai produttori locali. 

Ai primi posti nel settore agroalimentare di lusso

Secondo un’indagine ripresa dal Sole24Ore a cura di Nomisma l’olio extra vergine di oliva rientra tra i primi cinque alimenti del settore luxury italiano assieme a tartufo, champagne, caviale e ostriche. La novità di questa top five è costituita proprio dall’olio extravergine di oliva che è entrato a far parte della classifica solo dal 2019. È diventato quindi un alimento di lusso stando ad una ricerca effettuata su un campione di mille italiani per la quale è emerso che esso sia maggiormente apprezzato da quelli che sono stati definiti “consumatori alimentari consapevoli”. Difatti abbiamo assistito gradualmente ad una sempre maggiore attenzione nei confronti dell’alimentazione e tutti gli esperti di nutrizione sono concordi nel ritenere l’olio extravergine d’oliva italiano un prodotto di indiscussa qualità, capace di offrire gusto, salute e benessere. 

L’olio extravergine d’oliva italiano oggi

Secondo gli esperti l’olio sta compiendo lo stesso percorso di popolarità del vino passando dall’essere un prodotto di largo consumo ad un bene alimentare di lusso. Tutto ciò è testimoniato dalla presenza di oltre seimila aziende agricole impegnate nella produzione di oli sempre più pregiati e premiati in tutto il mondo. 

Il business dell’olio extravergine di oliva italiano è un business milionario che trae la sua forza soprattutto sulle esportazioni per cui si contano diverse centinaia di tonnellate vendute ogni anno. Al tempo stesso, tuttavia, l’Italia si trova in una posizione scomoda nei confronti della produzione europea che, a differenza di quella italiana cresce esponenzialmente di anno in anno. Si pensi solo che tra il 2018 ed il 2019 la Commissione Europea ha stimato una produzione complessiva di quasi due milioni e mezzo di tonnellate, con una crescita del 3,7% rispetto al biennio precedente. Il Paese con il tasso di produzione maggiore non è stato l’Italia che si è collocata al terzo posto. La classifica è capitanata dalla Spagna e dalla Grecia e questo fattore rischia di marginalizzare la produzione nostrana, ancorata ad un sistema tradizionale puro, caratterizzato da una qualità nettamente superiore. 

Criticità e punti di forza del mercato italiano 

Difatti le aziende agricole possono offrire una incredibile varietà di coltivazioni di olive da cui derivano altrettanti oli e sapori pregiati e unici al mondo. Questo è il grande punto di forza della produzione italiana di olio extravergine di oliva che offre sapori, odori e tradizioni radicate sul territorio. Purtroppo il mercato rende più attraente le bottiglie commerciali che hanno un costo nettamente inferiore e questo è il principale motivo per cui la produzione artigianale e agricola trova maggiori acquirenti all’estero. L’intera filiera produttiva si trova a dover superare sfide difficili per cui bisogna competere con mercati internazionali forti e solidi. Nel nostro piccolo possiamo impegnarci ad acquistare l’olio presso le aziende agricole del territorio, beneficiandone in sapore e salute vista la rigorosità dei procedimenti di imbottigliatura. Dopotutto l’alimentazione è una cosa seria e non va mai presa sottogamba. 

By | 2020-07-10T07:31:27+00:00 Luglio 2020|News|