Il Montepulciano d’Abruzzo: 50 anni in buona salute !

Il Montepulciano d’Abruzzo: 50 anni in buona salute !

Alessia Borrelli e Veronica Iannone

Nel 2018 la DOC Montepulciano d’Abruzzo ha compiuto 50 anni. Un traguardo importante che ne sancisce l’importanza all’interno del panorama produttivo nazionale e lo colloca definitivamente tra i grandi rossi italiani come un vino importante e poliedrico in grado di assecondare il territorio da cui proviene

Spesso quando facciamo un brindisi innalziamo i calici augurando la buona salute, che è il bene più prezioso che possediamo e che è giusto augurare a chi ci sta a cuore. E possiamo affermare che il vino Montepulciano d’Abruzzo scoppia di salute come gli affezionati  suoi estimatori.

Con l’intento di far conoscere tutti i segreti del grande rosso, nei giorni scorsi si è tenuto a Napoli, in una grande sala del centralissimo Grand Hotel Oriente, il seminario:  “Lunga vita al Montepulciano d’Abruzzo”, organizzato dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo in collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier di Napoli.

Il Montepulciano d’Abruzzo: 50 anni in buona salute !

Davide Acerra

Nello scorso anno il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha festeggiato i cinquanta anni della DOC del Montepulciano d’Abruzzo – ci dice Davide Acerra responsabile della comunicazione del Consorzio – per celebrare la data di questo importante traguardo,  è stata da noi organizzato un fitto calendario di eventi che hanno toccato le principali città italiane con puntate in Europa e con un road show nel nord America: in USA e Canada;  e  Asia:  in Cina e Giappone. Per noi Abruzzesi, oltre la Germania, questi paesi rappresentano i mercati di riferimento”. Continua Acerra: “ Il Montepulciano d’Abruzzo è fra i primi tre vini venduti nella grande distribuzione del nostro paese, la quale rappresenta l’80% delle vendite in Italia. Nel 2019 abbiamo deciso di chiudere i festeggiamenti con un colpo di coda venendo a Napoli per la prima volta. L’anno da poco iniziato ci vedrà impegnati per la promozione dei nostri vini in più località, il prossimo 18 febbraio saremo a Milano per un banco di assaggio, poi andremo a Roma.” Il Consorzio è nato nel 2003 ed è la più grande organizzazione consortile dell’Abruzzo, rappresenta infatti il 70% dei produttori regionali.

Per la presidente regionale della Campania della Fondazione Italiana Sommelier, Veronica Iannone: “ L’evento è nato da un’idea del Consorzio di fare un tour nelle varie regioni d’Italia. Il Montepulciano d’Abruzzo identifica un’area ben precisa del centro-Italia, gli assaggi hanno consentito agli intervenuti, operatori del settore e appassionati di grandi vini oppure  veri o aspiranti sommelier, di  conoscere le peculiarità dei prodotti, ognuno con la propria storia e personalità  delle differenti  annate, dalle annate più recenti  alle grandi riserve, con note persuasive diverse con caratteristiche totalmente differenti”. Conclude la presidente Iannone:  “ Bisogna andare oltre la semplice degustazione per comprendere le varie diversità dei vini, avendo cura del dettaglio come ad esempio il pane di diverso tipo per accompagnare gli assaggi ”.    Il Montepulciano d’Abruzzo: 50 anni in buona salute !

 

Un omaggio dunque al vitigno principe della Regione attraverso 8 grandi selezioni, prodotte in territori ed altitudini differenti, dedicato al principe dei vini abruzzesi, il rosso rubino più amato: il Montepulciano d’Abruzzo, uno dei vini più diffusi in Italia e all’estero, con oltre 100 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e presente in ben 70 Paesi nel mondo. Dopo la presentazione, gli assaggi dei vini sono stati condotti dalla  relatrice del seminario, la dott.ssa Alessia Borrelli, docente e rappresentante FIS, che ha sapientemente illustrato  il carattere poliedrico di questo vino ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo. “Il Montepulciano d’Abruzzo è per me il vitigno del cuore, mio padre era di un piccolo paesino abruzzese. L’altitudine dei vitigni non deve essere superiore ai 500 metri s.l.m., eccezionalmente ai 600 metri, per quelli esposti a mezzogiorno. Nella DOC le uve devono essere almeno l’85%  del Montepulciano, con possibilità del 15% di altre uve provenienti da vigneti a bacca rossa. Il vitigno soffre il caldo e trova la sua naturale ambientazione in territori freddi poiché non germoglia troppo presto ed ha bisogno di una lenta maturazione, la vendemmia è tardiva evitando in tal modo le gelate.” La Borrelli  ha così concluso il  suo applauditissimo intervento:” Nel mio lavoro c’è tanta passione ma anche tanta voglia di bere”.

Un viaggio sensoriale attraverso tutto l’Abruzzo con otto grandi selezioni prodotte in territori ed altitudini differenti, questi i protagonisti della serata: Montepulciano d’Abruzzo 2017 Tenuta Tre Gemme; Montepulciano d’Abruzzo 2016 Nic Tartaglia;  Montepulciano d’Abruzzo Duca Thaulero Riserva 2014 Casal Thaulero; Montepulciano d’Abruzzo Alcade 2014 Colle Moro;  Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2013 Nicola Di Sipio;  Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2012 Filomusi Guelfi;  Montepulciano d’Abruzzo Laus Vitae Riserva 2012 Codice Citra e Montepulciano d’Abruzzo Coste di Moro 2010 Cantina di Orsogna.

I vini sono stati presentati direttamente dai produttori che hanno risposto ai quesiti del pubblico. Sorpresa finale: un trittico di formaggi, due campani e uno abruzzese, abbinati agli otto vini.

Con questo seminario il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha consentito di conoscere la produzione vitivinicola regionale e di tutto il territorio abruzzese in cui bellezza, storia, natura, paesaggio e viticoltura si fondono in maniera inscindibile.

E allora cin cin e auguri per i primi cinquanta anni del Montepulciano d’Abruzzo

Harry di Prisco

 

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By | 2019-02-03T07:23:31+00:00 Febbraio 2019|News|