Comm cucin a nonna ha spento la prima candelina

 


Comm cucin a nonna  –  un ristorante in cui la tradizione della cucina napoletana si rispetta da oltre ottanta  anni 

La mattina del lunedì al rientro in ufficio, nel corso della  pausa caffè, si discute con i colleghi dei soliti argomenti, in prevalenza dove si è andati la domenica a pranzo con la famiglia. Tali informazioni saranno poi utili per scegliere in ristorante per il prossimo fine settimana.
Quello che chiediamo noi tutti è un locale tranquillo, che utilizzi alimenti genuini – possibilmente a chilometro zero – cucinati come con le ricette  delle nostre nonne. In poche parole cerchiamo un ristorante semplice, dove per mangiare non si spende troppo, ma il giusto.
Il ristorante napoletano “ Comm cucin a nonna” in via Agnano-Astroni 228 risponde a tutte queste caratteristiche. Nei giorni scorsi il locale ha festeggiato con i suoi clienti il primo anno di attività con un menù tutto partenopeo, degustazioni di piatti antichi quali: genovese lardiata,  pasta e fagioli, pasta e patate, polpette al ragù della nonna, cotica imbottita e salsiccia  e  friarielli.
Fra gli intervenuti anche Rosario Lopa, Portavoce Consulta Nazionale dell’Agricoltura e del Turismo, già Delegato della Provincia di Napoli al settore Agroalimentare che ha così commentato:” Abbiamo deciso di promuovere questa iniziativa, per non far perdere ai cittadini del quartiere flegreo, ma anche a tutti i napoletani, di continuare, in un momento di sostanziale contrazione economica, che vede tra l’altro penalizzare la spesa degli alimenti da parte delle famiglia, la buona e sana abitudine di degustare attraverso la cucina tradizionale partenopea, i prodotti del nostro territorio. Per tutte queste motivazioni, sarà importante per rilanciare il settore gastronomico della città ma di tutta la regione, individuare e realizzare dei Percorsi Gastronomici legati alle trazioni della cucina napoletana, buon volano anche per aumentare, a mio avviso, i flussi turistici”.

Il titolare, Rosario Gallo, oltre alla nonna Teresa Vanni di ottantuno  anni ( detta Pulchella) , ha quali validi collaboratori: in cucina la moglie Luisa Incoronato; la figlia Francesca, che viene in aiuto in caso di necessità avendo due figli da accudire; e in occasione di particolari eventi, sono sempre pronti i due nipoti Cristian Cantalupo e Emanuele Lipardi, di 17 e 18 anni, allievi dell’Istituto  Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “G.Rossini”.Comm cucin a nonna ha spento la prima candelina

Il locale gestito dalla famiglia ha una lunga storia, nasce nel 1936 in un basso dei “quartieri spagnoli” di Napoli, dove nonna Teresa con la figlia Anna preparava  “a marena” (colazione) agli operai che costruivano i nuovi palazzi del centro storico.
La vita vissuta ricalca in parte la trama del film “L’oro di Napoli” di De Sica, dove Sofia Loren gestiva una pizzeria nel rione Materdei col marito…Rosario. Durante la guerra l’attività del locale non si fermò, i pasti venivano sempre preparati nel basso ma portati in tutta fretta nel ricovero antiaereo del tunnel Borbonico nei pressi di piazza Vittoria, per i napoletani al riparo dalle bombe.
Dopo il conflitto mancava in città di tutto e soprattutto il prodotto base della cucina napoletana: il pomodoro. Così il papà di Rosario, Salvatore, si “ingegnò” per procurarsi  dagli americani le latte di concentrato di pomodoro che arrivavano dagli USA le quali comparvero per la prima volta a Napoli. I marines erano ghiotti della pasta e patate preparata nel basso dei quartieri e lo scambio era fruttuoso. Nel frattempo le bocche dei figli della famiglia Gallo erano diventate  nove !
Fu necessario procurarsi un autocarro residuato bellico per trasferire tutta la famigliola nel quartiere Bagnoli, in località la Pietra, in riva al mare. Allora si cucinava sempre a casa per gli avventori diretti verso i lidi.  Arriviamo al 1971, anno di nascita di Rosario Gallo, che ha continuato le tradizioni familiari insieme ai germani: Valentino che ha aperto un ristorante a Pompei; Anna un locale a Firenze; Antonio un ristorante nel quartiere Fuorigrotta di Napoli; Giuseppe a Campomarino in Molise.Comm cucin a nonna ha spento la prima candelina

Dice orgogliosamente Rosario:” la nonna, che è la nostra capostipite, è stata sempre con me”.  Negli anni  fino al 1990 l’esperienza fatta nella trattoria “Augusto” è stata fondamentale.
Successivamente è stata lasciata la locanda  ad altri collaboratori, consentendo loro di crescere e poter camminare con le loro gambe. Rosario è stato poi per sette mesi in Sicilia,  su invito di un noto imprenditore,  dove ha insegnato la nobile arte della tradizione napoletana ad oltre 500 giovani.
Ha appreso in tal modo i segreti della pasticceria siciliana. Finalmente Rosario trova quello che cercava da tempo:” Ad Agnano ho trovato un locale che ho ripreso e che conoscevo da piccolo, quando venivo a mangiare con mio padre –  dice Rosario  – e appena ho avuto l’occasione ne ho approfittato per aprire il ristorante di quaranta coperti che ho voluto dedicare a mia nonna”.
Rosario  è stato vincitore di numerosi riconoscimenti nel campo dell’alimentazione con le eccellenze campane,  proponendo piatti preparati rigorosamente con prodotti del territorio: pasta di Gragnano,  olio extravergine di oliva,  limoni di Sorrento, pomodori del piennolo del Vesuvio (per intenderci: quelli col pizzo) che vengono forniti da un amico, maiale nero casertano, il vino proviene direttamente dai vigneti di Castelnuovo  di proprietà.

Harry di Prisco

 

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By | 2019-02-14T10:31:56+00:00 Febbraio 2019|I luoghi del gusto|