Cantina Kaltern e la sua linea Quintessenz

Cantina Kaltern e la sua linea Quintessenz

La Cantina Kaltern di Caldaro produce più linee di vini tra cui Quintessenz che rappresenta il top di gamma, l’essenza della cantina stessa. La scelta di creare questa linea vuole esprimere l’equilibrio tra i vitigni nobili localmente allevati e il miglior terroir, termine che comprende non solo l’ambiente, ossia il terreno, il clima, le condizioni

La Cantina Kaltern di Caldaro produce più linee di vini tra cui Quintessenz che rappresenta il top di gamma, l’essenza della cantina stessa.

La scelta di creare questa linea vuole esprimere l’equilibrio tra i vitigni nobili localmente allevati e il miglior terroir, termine che comprende non solo l’ambiente, ossia il terreno, il clima, le condizioni naturali chimiche e fisiche, ma l’intervento dell’uomo. Solo le migliori uve dei vigneti storici con le varietà pinot bianco, sauvignon, schiava, cabernet sauvignon e moscato giallo, sono destinate a Quintessenz un nome che va diritto al cuore “Fino a oggi il vertice della nostra produzione era affidato ai cru – commenta Tobias Zingerle, amministratore delegato dell’azienda – ma poi ci è sembrato più incisivo riunire sotto un solo nome altamente allusivo i vini di grande carattere e personalità che ci regalano alcuni nostri vigneti”. Grande importanza è data da Cantina Kaltner all’uva schiava, vitigno autoctono qui destinato alla produzione del Kalterersee ovvero Lago di Caldaro. I vigneti situati a St. Josef sono vecchi impnati in cui su terreni molto caldi, esposto a sud, tra i 230 e 500 metri di altitudine, dove si trovano quattro varietà di Schiava dalla Grossa a quelle Gentile, Grigia e Ciachele. Questo rosso ha conosciuto negli anni un’evoluzione qualitativa in quanto da vino da tavola è ora diventato una reputata etichetta DOC nella sua espressione Classico Superiore.
La Cantina rappresenta 650 soci, i loro 450 ettari di vigna e il 75% della produzione vinicola dell’aerea di Caldaro sulla Strada del Vino in provincia di Bolzano.
Andrea Moser, enologo di Cantina Kaltern, ha presentato presso il ristorante 28 Posti Bistrot a Milano i cinque vini della linea Quintessenz, con Tobias Zingerle. Nell’immagine allegata da sinistra Helmut Hefner, Andrea Moser e Tobias Zingerle. Ai giornalisti presenti ha proposto le cinque referenze in altrettanti flight alla cieca, ossia con bottiglie bendate, ciascuno dei quali di tre vini. Ad accompagnare le etichette della cantina, sono state selezionate, per affinità, referenze nazionali e internazionali così da stimolare un gioco di confronti.

 

La prima a essere presentata è stata quella con il Pinot Bianco DOC 2016. Dopo la pigiatura molto lenta il mosto non filtrato fermenta in botti di rovere di 500 litri e in botti grandi per 10 mesi sur lie con un bâtonnage continuo. Dapprima ha un colore colore paglierino luminoso con riflessi verde chiaro, il profumo è fruttato, con sentori di mela golden, melone oltre che sfumature erbacee. All’assaggio è sapido, fresco, consistente con una buona lunghezza e armonia. I vini al confronto erano un Bourgogne Chardonnay 2015 del Domaine Pierre Morey, che durante la vinificazione fa la malolattica, e un Castello della Sala Chardonnay 2016 di Cervaro della Sala. Il Pinot Bianco Doc 2016 aveva un maggiore equilibrio.
Il Sauvignon DOC 2016 prodotto con le stesse modalità del Pinot Bianco possiede una tonalità più intensa del precedente vino con rifllessi verde chiaro. I profumi sono intensi con pesca gialla, mela golden oltre a note di piccoli frutti come il ribes nero. Quintessenz Sauvignon in bocca è ricco, si colgono le nuance fruttate già recepite odorandolo, oltre a possedere note minerali, sapidità e un lungo suadente finale. In questo caso la sfida ha visto il Sancerre Sauvignon 2014 di Baron de Ladoucette, elegante con salinità e frescezza evidenti, e uno della Nuova Zelanda il Sauvignon Reserve Wairau 2016 di Saint Clair dalla più decisa aromaticità. Per noi la sfida è soprattutto con quello francese e li troviamo pari merito.
Nel frattempo dalla cucina di Marco Ambrosino è stato servito un piatto molto interessante “Cavolo cappuccio, piselli, tartufo ed erba luisa” presentato nell’immagine d’apertura.
Il Kalterersee Classico Superiore DOC 2017 è prodotto con uve schiava fatte macerare sulle bucce per 10 giorni a 25 gradi di temperatura; il vino è poi affinato in vasche di cemento e grandi botti per sei mesi sur lie. Alla degustazione possiede un colore rosso rubino brillante. Il profumo è caratteristico di piccoli frutti che comprendono la ciliegia, il lampone, la fragola con spiccata nota di mandorla. In bocca è intenso, morbido, rotondo, fresco con note fruttate e con tannini morbidi così da poter essere servito fresco di cantina. In questo caso il paragone è stato con un Gevrey Chambertin Pinot Noir 2014 di Joseph Roty e un Gamay Morgon Rouge Côte du Py 2016 di Domaine Jean Foillard. Il Kalterersee pur essendo molto giovane aveva già eleganza, potenza ed equilibrio, gli altri due erano meno interessanti.
Nel frattempo Marco Ambrosino ha fatto servire un altro piatto molto interessante “Tagliolini, porro, polvere di capperi, linone”.
Ilquinto flight è stato con il Cabernet Sauvignon Riserva 2015  è prodotto facendo macerare il pigiato per 4 settimane in botti di rovere, dove fa la malolattica e successiva maturazione per 18 mesi in barrique delle quali il 50 % nuove. Durante l’imbottigliamento il vino subisce una leggera filtrazione. Nel calice un colore rosso rubino intenso, ha profumi speziati, con sentori di cannella, note tostate esotiche, piccoli frutti, sottili nuance di cioccolato e di liquirizia. In bocca è armonico, giustamente tannico, rotondo, con ricordi di cacao, tabacco e ancora liquirizia nel finale. Il confronto è stato con Moulis en Médoc 2012 di Chateau Poujeaux e Cabernet Sauvignon Directors Cut 2015 di Coppola. Abbiamo trovato ottimo, fra i tre, Cabernet Sauvignon Directors Cut 2015 in quanto il Cabernet Sauvignon era ancora giovane.
Chiudeva il flyer con il Passito DOC 2014  (ex Serenade vino pluripremiato) ottenuto da uve Moscato Giallo vendemmiate tardivamente, quindi fatte appassire in fruttaio per 5 mesi. La pressatura è avvenuta in marzo, con una resa totale di 18 litri di mosto per 100 kilogrammi di uva, e la maturazione del vino si è protratta per 24 mesi in tonneau. Di tonalità giallo oro intenso ha un profumo di frutta estiva matura, oltre che di frutta tropicale come mango e maracuja con un soffio di buccia d’arancia a chiudere. In bocca è mieloso, suadente, fresco e ripropone note di frutta tropicale già avvertite con una notevole persistenza nel finale. Qui il confronto è stato con il Passito di Pantelleria Ben Rye 2015 di Donna Fugata e con il Welschriesling 2010 di Tenuta Kracher.
La degustazione con i suoi confronti ha evidenziato con tutti i cinque vini Quintessenz siano di grande livello, taluni ancora poco espressivi per la loro gioventù.

di Giovanna Moldenhauer

www.kellereikaltern.com

 

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos