A Milano brilla la stella Firriato

A Milano brilla la stella Firriato

Ai Chiostri dell’Umanitaria un evento glamour ha festeggiato la presenza della maison siciliana nella città meneghina Firriato, importante cantina siciliana, ha organizzato un evento nell’incantevole cornice dei Chiostri dell’Umanitaria. Ad accogliere l’invito dell’azienda siciliana sono state oltre 2500 persone, tra ospiti VIP come Chiara Maci e Filippo La Mantia, clienti, giornalisti italiani e rappresentanti della

Ai Chiostri dell’Umanitaria un evento glamour ha festeggiato la presenza della maison siciliana nella città meneghina

Firriato, importante cantina siciliana, ha organizzato un evento nell’incantevole cornice dei Chiostri dell’Umanitaria. Ad accogliere l’invito dell’azienda siciliana sono state oltre 2500 persone, tra ospiti VIP come Chiara Maci e Filippo La Mantia, clienti, giornalisti italiani e rappresentanti della stampa estera e tanti winelover accreditati dalla cantina.

La Sicilia dei grandi terroir dell’isola è stata svelata attraverso un percorso di degustazione che ha avuto come interpreti principali tutti i vini delle collezioni Firriato, che hanno dato vita a un vero e proprio viaggio fra territori straordinari, tradizioni produttive e peculiarità enologiche che grazie alla famiglia Di Gaetano diventa una sintesi completa di ciò che la Sicilia oggi rappresenta fra l’Etna le colline trapanesi e l’isola di Favignana.
Il pubblico ha avuto così l’opportunità di compiere un itinerario sensoriale impareggiabile andato in scena dal Salone degli Affreschi all’Auditorium, al Chiostro dei Pesci e al Chiostro delle Memorie.
Nelle isole di degustazione, gli ospiti di Firriato hanno scoperto in ogni calice tutta la ricchezza e la peculiarità dei terroir in cui opera l’azienda. Abbiamo apprezzato in particolare il metodo classico “Gaudensius Blanc de Noir” da Nerello Mascalese coltivato sul territorio del comune di Castiglione di Sicilia nella Tenuta Cavanera Etnea. Rimasto per oltre 32 mesi sui lieviti, con profumi intensi, fruttati con note delicate di agrumi di Sicilia, brioche, anice e sentori minerali. All’assaggio aveva un sapore complesso, buona struttura, una lunga persistenza sapida, minerale con bella chiusura di ribes e mandorla.
A seguire il “Chiaramonte” 2017 da uve Inzolia, ottenute nell’agro di Trapani dalla Tenuta Dàgala Borromeo, è 
delicato e fine, con un ventaglio di profumi che ricordano la frutta esotica, principalmente l’ananas, il mango e la papaya, la mandorla, il lime, il fiore del glicine, dell’iris e dell’acacia, che si intrecciano con deliziose sfumature di erbe mediterranee. In bocca aveva una bella freschezzaunitamente alla buona concentrazione del frutto che lo rende molto gradevole e piacevole all’assaggio, con una chiusura eccellente e un finale che richiama la mandorla e la salsedine marina.
Dall’Isola di Favignana “La Muciara” 2016 uvaggio di Zibibbo, Grillo, Catarratto ottenuto sull’Isola di Favignana nella Tenuta Calamoni
. Il vino affina per almeno
 6 mesi sulle fecce nobili in serbatoi di acciaio inox. Lo Zibibbo da una spettro aromatico e complesso con nuance di fiori di zagara, tiglio, sambuco che si intrecciano con profumi di zenzero, lavanda e timo. L’assaggioè stato prima morbido e avvolgente per poi aprirsi facendo apprezzare una piacevole e vibrante acidità avvolta da eleganti note aromatiche combinate con sapidità e freschezza, effetto dell’influenza marina.
Dalla Tenuta sull’Etna “Cavanera Ripa di Scorciavacca” 2016 della linea Volcanic. Da vigne di 40 anni aveva intensi profumi di fiori gialli campestri, ginestra e acacia, uniti a note fruttate della polpa bianca di mela e pesca matura, unite a nuance di erbe aromatiche. All’assaggio ha un perfetto equilibrio tra acidità e freschezza, eleganza e corposità, con un’importante dote minerale. L’avvolgente rotondità è un segno distintivo assoluto che lo rende vino archetipo del vulcano.
Come ultimo vino abbiamo assaggiato “Harmonium” 2013 da uve Nero d’Avola
 ottenute dall’Agro di Trapani nella Tenuta Borgo Guarini
 sempre della linea Top. Dopo un colore rubino profondo e dalle vivaci tracce violacee si presenta con concentrate e ben definite nuance di marasca, frutti di bosco, rabarbaro, chiodi di garofano, erbe aromatiche e prugna, che si avvicendano e intersecano a liquirizia, inchiostro e foglie di tabacco. In bocca è morbido e carezzevole, esibisce la sua grande personalità d’impronta fortemente mediterranea coniugando con ammirevole armonia una stoffa potente ed esuberante, straordinario brio gustativo, tannini vellutati e di rara nobiltà.

Experiencing Firriato è stato anche un vero e proprio tuffo nei sapori e nei sentori di Sicilia. Nel corso della lunga serata, uno spazio è stato dedicato alla grande cucina d’autore con due cooking show affidati ad Andrea Macca, resident Chef di Baglio Sorìa Wine & Resort, e a Lorenzo Ruta della Taverna Migliore di Modica. Altro momento gourmet è stato quello messo in scena da alcuni selezionati partner dell’azienda, che hanno presentato ricercate prelibatezze della gastronomia siciliana. Nelle isole di degustazione gli ospiti hanno potuto sperimentare l’accostamento dei vini Firriato, per citare alcuni esempi, con lo street food gourmet di FUD Bottega Sicula, con due Presidi Slow Food,  come i formaggi del Consorzio della Vastedda del Belice e il Suino Nero dei Nebrodi dell’azienda La Paisanella, che già conoscevamo, veramente speciale.

“Questo evento – ha affermato Federico Lombardo di Monte Iato, Direttore commerciale di Firriato – ci ha dato ancora una volta la possibilità di rafforzare quel legame tra la nostra azienda e la città di Milano. Abbiamo voluto questa serata per celebrare, ancora una volta, la nostra presenza in una città che dal punto di vista enogastronomico mette in campo un alto livello che poche capitali al mondo possono vantare”.

A proposito di Firriato
Fondata nel 1984è un’azienda vinicola siciliana con una caleidoscopica produzione di 4.5 milioni di bottiglie l’anno. Organizzata in 6 tenute dal caratteristico microclima, la mission della Firriato è di esplorare le ecletticità dei territori della Sicilia, oggi considerata un vero e proprio continente vitivinicolo, tutelandone il pregiato patrimonio ampelografico autoctono. I 380 ettari di vigneto sono curati e coltivati con passione in regime di agricoltura biologica certificata, suddivisi in tre contesti produttivi eterogenei e complessi: dall’Agro di Trapani e la sua millenaria tradizione vitivinicola, alla potenza dell’ Etna e alla sorprendente viticoltura di mare dell’isola di Favignana. Firriato è un pioniere nella viticoltura di precisione, una tecnica chenon massifica la produzione di un vigneto, ma ne valorizza invece ogni singola pianta e il ventaglio di espressioni che uno stesso vitigno può rivelare in contesti pedoclimatici distinti. La dedizione e lo zelo delle pratiche enologiche volte al rispetto della sostenibilità ambientale sono parte integrante della filosofia produttiva dell’azienda che, anno dopo anno, ha continuato a conquistare i mercati internazionali per la qualità e l’eleganza dei suoi vini ottenendo di essere presente in 48 paesi con i suoi vini.

di Giovanna Moldenhauer

 

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos