Il Padiglione Lombardia al Vinitaly si tinge di green

Il Padiglione Lombardia al Vinitaly si tinge di green

Il biglietto da visita decisamente green con cui le aziende vitivinicole lombarde si presenteranno alla 52a edizione di Vinitaly 2018 è un patrimonio di biodiversità, già al top in Italia, in ulteriore costante crescita grazie alla riscoperta e alla reintroduzione di preziose varietà autoctone. Ma non solo si sta verificando sia un inarrestabile incremento delle

Il biglietto da visita decisamente green con cui le aziende vitivinicole lombarde si presenteranno alla 52a edizione di Vinitaly 2018 è un patrimonio di biodiversità, già al top in Italia, in ulteriore costante crescita grazie alla riscoperta e alla reintroduzione di preziose varietà autoctone.

Ma non solo si sta verificando sia un inarrestabile incremento delle superfici vitivinicole coltivate secondo i dettami dell’agricoltura biologica così come una serie di azioni nel segno della sostenibilità ambientale che rappresentano per la produzione enologica lombarda a una preziosa eredità per il futuro. La valorizzazione di un territorio unico per varietà di climi, ambienti e contesti produttivi rappresenta infatti un carattere distintivo della viticoltura regionale che all’interno del Padiglione Lombardia sarà rappresentata da oltre 200 produttori.
Un Padiglione dai numeri importanti
La collettiva lombarda, tra le prime per numero di espositori, occuperà uno spazio di 8.500 metri quadrati complessivi, di cui circa 4.000 destinati alle aziende suddivise nelle differenti denominazioni al primo piano del PalaExpo. Qui buyer, operatori e giornalisti specializzati troveranno circa 2 mila etichette in degustazione dove la varietà di un territorio, caratterizzato da montagne, colline, pianura e grandi laghi, sarà ben rappresentata anche in termini di biodiversità.
Dall’Erbamat in Franciacorta, alla Merera in Valcalepio, alla varietà Verdese sulle colline dell’IGT Terre Lariane, solo per fare qualche esempio, sono molte le varietà rilanciate negli ultimi anni. E anche grazie a loro la Lombardia, già ai primi posti a livello nazionale per varietà di vite per uve da vino coltivate, ha ulteriormente consolidato questa peculiarità, arrivando a 90 diverse tipologie presenti sul territorio regionale sulle 517 totali iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite aggiornato in seguito alle riscoperte di varietà sino a poco fa dimenticate.

“Anche quest’anno l’appuntamento di Vinitaly testimonia l’importante patrimonio enogastronomico lombardo e italiano”, commenta Roberto Maroni Presidente di Regione Lombardia all’epoca della conferenza stampa. “Con oltre 3 mila imprese vitivinicole, 300 aziende giovani e gli importanti risultati raggiunti sui mercati esteri, il nostro si conferma un settore competitivo e in forte crescita”.

Il boom delle produzioni bio
Accanto alla valorizzazione della biodiversità, si è assistito negli ultimi anni anche a un vero e proprio boom della viticoltura biologica. Se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione o in conversione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.

Il Padiglione Lombardia al Vinitaly si tinge di green

“La Lombardia produce per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT”, ha dichiarato l’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava. “Un indice indubbiamente di qualità, ma evidentemente non sufficiente, se è vero che il modello della produzione vitivinicola lombarda sta rispondendo alle richieste di un consumatore sempre più attento al biologico e alla sostenibilità. Come Regione, dall’entrata in vigore della nuova programmazione comunitaria abbiamo sostenuto il comparto con oltre 67 milioni di euro nelle varie misure, tenuto conto che il sostegno all’internazionalizzazione sui Paesi Terzi è stato fortemente penalizzato dai ben noti ritardi del Mipaaf in materia di Ocm Vino. In tal senso, ritengo che la vetrina di Vinitaly possa in parte rilanciare il percorso di crescita all’estero, che deve recuperare quel valore aggiunto che la Francia ha ottenuto negli anni grazie alla comunicazione del terroir e delle proprie zone di produzione sui mercati mondiali”.

Un valore aggiunto che passa anche per la svolta avviata dalle aziende e dai Consorzi di tutela dei vini lombardi, pronti non solo a convertire la produzione, ma anche ad avviare sperimentazioni e intraprendere iniziative nel segno della sostenibilità ambientale. Dall’azienda dell’Oltrepò Pavese che utilizza le capre in vigna per la cura del vigneto, a quelle che in Franciacorta utilizzano ferormoni di insetti per generare confusione sessuale e tenere sotto controllo la diffusione delle specie nocive, passando per gli interventi con microcamere in vigna e per l’utilizzo di piante selezionate che favoriscono la presenza di insetti utili, il catalogo è davvero ampio.
La ricerca e la promozione dell’eccellenza

“Le nostre imprese hanno dimostrato di sapere coniugare una produzione di qualità con la valorizzazione delle peculiarità del territorio e con una visione futura del comparto, utile anche per conquistare quei mercati esteri, soprattutto del Nord Europa, dove i prodotti biologici sono maggiormente ricercati”, commenta Daniele Riva, Vicepresidente di Unioncamere Lombardia e Presidente della Camera di Commercio di Lecco. “Non a caso i dati per i primi nove mesi del 2017 indicano per i vini lombardi un ulteriore incremento dell’export del 3,7% rispetto al periodo gennaio-settembre 2016. Come Sistema camerale l’obiettivo è continuare a garantire alle imprese quel supporto che in questi anni, anche grazie alla fruttuosa collaborazione con Regione Lombardia, ha contribuito a rafforzare la loro posizione sui mercati, dove l’aspirazione è quella di diventare un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale al pari di moda e design.

Un obiettivo per il quale i produttori, oltre che su Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, che realizzano e finanziano in Accordo di programma il Padiglione che ospita la collettiva lombarda a Vinitaly, possono contare sui loro Consorzi di tutela. Sono loro, infatti, a giocare insieme alle istituzioni il ruolo di custodi e promotori di una qualità sempre più apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero, che buyer, operatori e giornalisti potranno apprezzare durante Vinitaly grazie a un fitto calendario di eventi volti a valorizzare la variegata offerta dei vini regionali.
I Consorzi presenti a Vinitaly 2018 sono: da quello della Franciacorta al Lugana, dal Moscato di Scanzo all’Oltrepò Pavese, al Provinciale Vini Mantovani, San Colombano, Terre Lariane, Valcalepio, Valtellina, Valtènesi ed Ente Vini Bresciani.
Alcune denominazioni necessitano di una breve introduzione.
La denominazione Valcalepio si trova in provincia di Bergamo. Il Moscato di Scanzo, la DOCG più piccola d’Italia, è prodotto solo nella zona collinare del comune di Scanzorosciate, in Provincia di Bergamo ed unicamente con uve dell’omonimo vitigno Moscato di Scanzo. Il Consorzio Valtènesi è in provincia di Brescia. San Colombano ha 13 aziende vinicole tra le province di Milano e Lodi. Terre Lariane ha 16 soci tra le province di Lecco e Como. Per concludere l’Ente vini Bresciani comprende le denominazioni: Botticino, Capriano del Colle, Cellatica, San Martino della Battaglia, Montenetto, Valcamonica oltre al Garda Classico, al Garda Bresciano e al sopra citato Valtènesi.

Il grafico allegato mostra come la superficie vitata biologica in Lombardia sia passata, nelle varie denominzioni, da 908 ettari a 1751 del 2017.

di Giovanna Moldenhauer

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