I luoghi del gusto

A Casalbeltrame, tra natura e cultura

In vista delle prossime feste, perchè non approfittarne per trascorrere una giornata diversa, alla scoperta di una zona del Piemonte non molto conosciuta, ma ricca di sorprese gastronomiche… e non solo?

A Casalbeltrame, un piccolo paese in provincia di Novara in parte ubicato nel Parco naturale delle Lame del Sesia, è possibile visitare l’interessante Museo Etnografico dell’Attrezzo Agricolo ‘L civel – che prende il nome dall’acciarino in metallo, un piccolo attrezzo che serviva a fermare le ruote del carro- vera memoria storica di un passato fatto di aratri tirati da buoi e di mondine che raccoglievano il riso con  mani  e piedi immersi nell’acqua…un tempo che non c’è più, ma il cui ricordo questo organizzatissimo museo cerca di conservare e tramandare.
orari e modalità di visita sul sito www.casalbeltrameonline.it

A circa 100 metri dal museo, inaspettatamente, dopo aver varcato un cancello di ferro, ecco aprirsi alla  vista quel che non ti aspetteresti di trovare in un paesino di meno di mille anime:  un vasto spazio open air, circondato da un alto muro,  dove sono in esposizione, e anche in vendita, sculture di artisti famosi come Manzù e di altri grandi maestri del ‘900, che, accanto a quelle di  esponenti delle nuove generazioni, formano un percorso espositivo veramente suggestivo ed emozionante. Materima, così si chiama questo luogo nato da un’idea visionaria di Nicola Loi, già titolare dello Studio Copernico di Milano, è una  vera e propria cittadella della scultura, il cui nome deriva da una crasi tra le parole materia ed anima, e dal  18 agosto al 30 dicembre 2017 ospita la mostra personale dell’artista coreano Park Heon Youl.materima

Gli spazi espositivi sono generalmente visitabili il sabato dalle 10.00 alle 18.00, ma, poichè gli orari possono subire variazioni, si consiglia di verificare  telefonando allo 02 67075049 . Le visite sono gratuite.

Se, dopo aver tanto girovagato, magari visitando anche l’Oasi Palude di Casalbeltrame, una distesa di campi dove si possono ammirare bianche garzette ed eleganti aironi, o dando un’occhiata alla casa dove visse per molti anni lo scrittore Sebastiano Vassalli, in località Marangana, frazione di Biandrate, vi è venuta fame, ecco, raggiungibile a piedi, il  Ristorante-Bottega Pane Amore…Poderia, dove  si possono assaggiare piatti locali realizzati dallo chef Fabio, giovane ma con alle spalle esperienze formative importanti in vari ristoranti del Piemonte e della Lombardia.

Non un  ristorante come tanti, ma un luogo a cui Roberta Linda Calza, attenta padrona di casa, dopo aver rinunciato ad una brillante carriera di economista, si è dedicata anima e corpo, accogliendoti in un ambiente caldo e luminoso, ricavato all’interno di un’antica cascina e arricchito da mobili vintage e oggetti della tradizione contadina. Oltre a farti  subito sentire a tuo agio, la sua specialità è offrirti piatti realizzati con prodotti del territorio, a km 0, come il risotto allo zafferano  o i pregiati vini di vari produttori locali, tra i quali spiccano quelli dell’Azienda Vitivinvicola Barbaglia, a partire dal  prezioso Boca DOC, ricco di profumi e dal gusto sapido, derivato da terreni vulcanici ad alto contenuto di sostanze minerali.

 Il riso è quello novarese, come il Riso Buono proveniente dall’ Azienda Agricola La mondina di Luigi e Carlo Guidobono Cavalchini, fondata da Cristina e Vittorio Guidobono Cavalchini, che su dieci degli  85 ettari della loro tenuta,  coltivano il classico Carnarolil’Artemide, una varietà italiana di riso nero a granello medio di altissima qualità, nata, col supporto della Sa.Pi.Se. (Sardo-piemontese-sementi), la cooperativa vercellese che ha già prodotto il riso Venere. L’Artemide nasce da un incrocio fra il Venere e una varietà Indica (chicco cristallino e affusolato).
Fanno la loro parte (e che parte!) nel menu del ristorante anche il riso dell’Azienda Agricola Falasco, che a Casalbeltrame produce riso da sei generazioni, nel rispetto dell’ambiente, e lo zafferano prodotto dall’Azienda Agricola Rita Sala, che lei stessa definisce “lo zafferano che non viene da lontano” a voler sottolineare l’origine  tutta italiana, anzi novarese,  del prodotto, che con passione e pazienza certosina lei stessa raccoglie a mano, per ricavare dai fiori di croco coltivati nei suoi poderi  i preziosi stimmi da cui si ottiene la colorata spezia, ingrediente indispensabile per un risotto alla milanese che voglia davvero definirsi tale.

 Tutti prodotti buonissimi e genuini, in cui c’è tutta la passione di chi fa enormi sacrifici per dedicarsi ancora all’agricoltura,  in tempi in cui molti l’abbandonano per un lavoro meno faticoso e più remunerativo.

..…e pensare che siamo a nemmeno un’ora d’auto da Milano, ma distanti anni luce dalla  frenesia  e dal caos della città!

Claudia Di Meglio

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