Eventi I luoghi del gusto

Guide di gusto: le città d’arte nelle grandi guide gastronomiche

"Guide di gusto": le città d’arte nelle grandi guide gastronomicheMichelin, Espresso, Gambero Rosso, Slow Food e le loro indicazioni per le città d’arte: un percorso da gourmet tra stelle, cappelli e forchette

Chiocciole, cappelli o forchette?

Il mondo delle guide gastronomiche italiane è vario e movimentato e molto spesso anche ricco di curiosità e retroscena. Le città d’arte, rinomate mete enogastronomiche, non potevano mancare da nessuna delle più famose. Iniziate con noi questo viaggio tra le recensioni: le città d’arte della pianura padana sanno farsi apprezzare a tavola, nelle pause tra un museo e un monumento!

Prima di entrare nei dettagli delle singole città e dei locali indicati per ognuna, una citazione a parte va fatta per l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, a Modena. Miglior ristorante del mondo secondo “The World’s 50 best restaurants 2016”, nel 2017 è ancora ai vertici delle classifiche di tutte le guide nazionali e internazionali.

L’Osteria nel centro storico di Modena, dove assaporare una cucina definita come “collisione di idee, tecniche e culture” fa storia a sé, nel panorama delle esperienze enogastronomiche consigliate dalle Guide.

Cominciando per anzianità è la Guida Michelin (https://www.viamichelin.it/web/Ristoranti) la prima compagna di questo viaggio nelle città d’arte. André ed Edouard Michelin sono stati i fondatori dell’azienda di pneumatici Michelin.

Fu ad André che venne in mente di scrivere una guida che aiutasse i pochi automobilisti dell’epoca – si parla del 1900 – nei loro viaggi, per trovare con facilità luoghi dove dormire, mangiare, fare rifornimento o riparare l’auto: nacque così la Guida Michelin, dalla caratteristica copertina rossa.

Solo nel 1957 la guida arrivò a comprendere tutta l’Italia e nel 1959 si contavano già 81 locali insigniti di una stella. Le famose stelle Michelin nascono dopo una serie di scrupolosi controlli. Sia per i ristoranti che per gli alberghi gli ispettori si attengono a 5 principi: visite anonime, indipendenza del giudizio, selezioni per categoria di prezzo e di comfort, aggiornamento annuale e omogeneità.


Sono 58 i ristoranti stellati lombardi e 22 quelli dell’Emilia Romagna, comprendendo sia le città capoluogo che le loro province.


La guida del Gambero Rosso prende il suo nome dalla favola di Pinocchio: è l’osteria dove il Gatto e la Volpe portano il burattino, prima di arrivare al Campo dei Miracoli. Gambero Rosso è oggi un gruppo editoriale multimediale, con un canale TV e diverse pubblicazioni al suo attivo: la sua Guida è nata nel 1990, dopo il successo ottenuto con la guida dei Vini d’Italia.

Le sue recensioni segnalano birrerie e bistrot, non solo ristoranti.

Qui si trovano, per la Lombardia, le recensioni per la Trattoria Ressi di Pavia, l’osteria La Sosta di Cremona e La Coldana di Lodi che è un anche un “beerstot” oltre che un ristorante. Monza ha ben cinque citazioni mentre Brescia arriva a sette.

Per Brescia segnaliamo che esiste un elenco di ristoranti, trattorie e pizzerie citate nelle guide, che si può consultare sul sito istituzionale: http://www.turismobrescia.it/it/content/i-ristoranti-delle-guide-enogastronomiche.

In Emilia Romagna
Parma spicca per l’alto numero di locali recensiti, 11 in totale. Tra questi Inkiostro e Parizzi, insigniti anche di una stella Michelin. Segue Modena, con 8 locali. In città L’Erba del Re, in via Castel Maraldo 45, annovera tra i riconoscimenti una stella Michelin, due cappelli della Guida L’Espresso e due forchette del Gambero Rosso; alti anche i punteggi del Gambero Rosso per Hosteria Giusti e Strada facendo. Reggio Emilia e Piacenza seguono, rispettivamente con tre e due locali citati.


La Guida dell’Espresso esprime in “cappelli” i propri pareri: si va dai 5 cappelli “il meglio in assoluto” fino al singolo cappello, simbolo di una “buona cucina”. Come anticipato i 5 cappelli sono per Massimo Bottura; Miramonti l’Altro e Villa Feltrinelli, oltre alla doppia stella Michelin ottengono anche i tre cappelli, che stanno a significare “cucina ottima”.

I già citati Erba del Re e Inkiostro ottengono due cappelli, simbolo di “cucina di qualità e di ricerca”. Regione per regione, i cappelli assegnati si possono consultare sulla guida on line: http://temi.repubblica.it/espresso-espresso-guide-ristoranti-2017/2016/10/18/i-ristoranti-regione-per-regione/

Guida Osterie d’Italia 2017 di Slow Food (http://www.slowfood.it/osterie-ditalia-2017-tutte-le-chiocciole/) assume come criterio fondamentale la ricerca di locali con cucina di tradizione e cibo buono, pulito e giusto. Altri criteri di classificazione sono le fasce di prezzo: di recente sono state istituite 3 fasce: sotto i 25€, dai 26 ai 35€ e oltre i 35€. Parma compare nell’edizione 2017 con due indirizzi: Ai due Platani, segnalato anche dalla Guida Michelin per il buon rapporto qualità/prezzo, e la trattoria Antichi Sapori.

Infine una guida un po’ diversa, non solo per il nome: il Mangiarozzo. Presente nel panorama editoriale da più di 10 anni, questa guida considera 4 requisiti per la recensione: essere in un luogo storico o una tavola storica; fare cucina di tradizione e di territorio; avere una gestione/servizio familiare e infine presentare un conto, bevande escluse, sotto i 45€.
La guida non dà voti ma segnala, descrive piatti e ambiente per ogni locale e indica anche gli eventi organizzati.
Segnaliamo la presenza – nell’edizione 2017 – di Lodi, con l’Usteria di San Bassian; Pavia con l’Osteria alle Carceri e Piacenza, con due trattorie, Dell’Angelo e San Giovanni.

Armatevi quindi di un sano appetito e partite per un safari enogastronomico nelle città d’arte, all’insegna del buon cibo e del buon vino.

Eventi di ottobre delle città d’arte
Brescia, dal 30/09/17 al 8/10/17 ore 10:00, Librixia, http://agenda.comune.brescia.it/EventsDetails.aspx?idEvento=2113
Cremona, dal 6 ottobre al 6 gennaio, Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, Museo Civico Ala Ponzone  www.mostragenovesino.it
Lodi, da ottobre a dicembre, Rassegna Gastronomica del Lodigiano http://rassegnagastronomica.it/
Modena, 13-15 ottobre, La Bonissima, www.labonissima.it
Monza, dal 1° ottobre, Stagione Teatrale Teatro Manzoni, www.turismo.monza.it/it/evento/2985-stagione-2017-2018-teatro-manzoni
Parma, dal 28 settembre al 22 ottobre, Festival Verdi, http://teatroregioparma.it/Categorie/default.aspx?idCategoria=101
Pavia, fino al 3 dicembre, I Longobardi, un popolo che cambia la storia, www.mostralongobardi.it/site/home.html
Piacenza, dall’11 ottobre, Stagione Teatrale 2017-2018, www.comune.piacenza.it/benvenuti/eventi/da-non-perdere/teatro-municipale/stagione-teatrale-2015-2015
Reggio Emilia, fino al 12 novembre, Festival Aperto, http://turismo.comune.re.it/it/reggio-emilia/eventi/manifestazioni-e-iniziative/teatro/festival-aperto-dispositivi-meravigliosi

 

Articoli simili