Cantina Kaltern e i suoi vini del lago di Caldaro

In Alto Adige le grandi cantine cooperative sono diventate interpreti di una produzione di eccellenza che può contare sulla passione di molti piccoli viticoltori, sulla loro tecnologia e know how di grandi realtà.

La dimensione dei vigneti trae origine dal possesso, talvolta secolare, delle famiglie che li coltivano e dalla loro frammentazione a ogni passaggio ereditario, che in questi luoghi è stata applicata storicamente a ogni passaggio ereditario, ha fatto si che alcuni di essi abbiano delle dimensioni lillipuziane. Questo, però, non ha fatto desistere i contadini dal coltivarli, dedicare cura, amore e anche l’intelligenza ai loro impianti rendendoli come un giardino dove i grappoli lentamente maturano in un paesaggio di ordinata bellezza. E’ qui che la cooperativa gioca il suo ruolo fondamentale di partecipazione attiva e di condivisione, facendo dei soci non dei meri conferitori d’uve ma, bensì, dei comproprietari. La maggior parte dei soci svolgono degli altri impieghi e dedicano il tempo libero al vigneto.

Il team Helmut Hafner presidente, Andrea Moser enologo e Tobias Zingerle direttore

Ne è un esempio, soprattutto per la cura del vigneto, la Cantina Kaltern che a fine 2016 ha portato a compimento un progetto iniziato quasi venti anni prima ovvero la fusione con l’altra grande cooperativa del territorio, la Erste+Neue. Cantina Kaltern è così oggi, con i suoi 800 soci e i loro 500 ettari di vigneto, la più grande interprete della Schiava nella versione Lago di Caldaro ovvero Kalterersee DOC. Hanno quindi un ruolo di primaria importanza i vini prodotti con questa uva, detta localmente Vernatsch, in particolare Pfarrhof, Leuchtenberg e il Kalterersee Classico Superiore , a cui si affiancano i molteplici vini della gamma di Cantina Kaltern.

L’anno passato Cantina Kaltern ha inaugurato la tradizione del kunst.stück – ovvero Opera d’Arte – nome assegnato a un vino prodotto a tiratura limitata e con etichetta d’artista, cui spetta il compito di celebrare il vitigno che meglio abbia interpretato unicità e caratteristiche di una determinata annata. Primo solista è stato il Pinot Bianco 2014, a fine settembre sarà il momento del Kalterersee DOC 2016.
Proponiamo in questo articolo la degustazione delle tre espressioni della Schiava versione Lago di Caldaro. Iniziamo la mostra carrellata con il Pfarrhof Lago di Caldaro Classico Superiore 2016, un cru ottenuto da vigneti con un’età da 30 a 70 anni, espositi a sud, a un’altezza tra i 230 e 500 metri su terreni argillosi, ciottolosi calcarei, ben drenati e caldi. Ancora a pergola hanno una resa contenuta in vendemmia con uve di grande qualità. L’annata 2016 ha portato ad avere una tiepida primavera, seguita da un aprile gelido che ha bloccato la crescita. Una situazione che con un costante lavoro in vigneto, è stata arginata. L’instabile inizio estivo ha lasciato posto alle giornate di sole di fine agosto e settembre che hanno permesso un buono stato di maturazione per vini, da uve Schiava, profumati, fragranti e con una giusta acidità. La vinificazione del cru Pfarrhof prevede una fermentazione in rosso con macerazione sulle bucce per 10 giorni a 
25 °C, lo svolgimento della malolattica seguito da una maturazione sulle fecce fini per sei mesi in acciaio e grandi botti di legno. Nel calice il colore è rosso rubino brillante, seguito da un naso di frutta rossa piccola come ciliegia, lampone e fragola, con leggeri sentori di 
mandorla. Nell’assaggio 
ha un buon equilibrio tra tannini già morbidi, una nota sapida, con un sorso pieno, buona persistenza e un finale fruttato.

Le nostre proposte proseguono con la selezione Leuchtenberg Lago di Caldaro Classico Superiore 2016, ottenuto da vigne da 20 a 50 anni, sempre a pergola con una resa leggermente superiore, su terreni calcarei, argillosi di medio impasto, complice un microclima caldo. Il vino fermenta sulle bucce con una macerazione per una settimana a temperatura controllata di 24°. Poi dopo la malolattica, invecchia per 4 mesi sulle fecce fini in vasche d’acciaio e botti di cemento. Nel calice è rosso rubino, con un naso fruttato e floreale con sentori di piccola frutta di bosco, accenni minerali. All’assaggio ha una nota sapida, è piacevole nella sua morbidezza, che va a chiudere con un finale fruttato e floreale, con sentori di piccola frutta di bosco.

Il terzo assaggio è il Kalterersee Lago di Caldaro Classico Superiore 2016. “Il Lago di Caldaro per noi è – commenta Andrea Moser enologo – sia un punto di riferimento che un elemento
di identificazione: in primo luogo, vi è una grande parte dei nostri vigneti che circondano il lago che porta come la nostra azienda il nome dal paese di Caldaro. D’altra parte anche il vino prodotto da uve Schiava dei vigneti che circondano il lago, si chiama Lago di Caldaro”. I vigneti collinari, con esposizioni da sud a est e altitudine tra 230 e 450 metri sono calcarei, argillosi e di medio impasto. Nel calice il vino ha un colore rosso rubino brillante, profumi fruttati dominanti di piccola 
frutta rossa con, a chiudere, una nota di mandorla amara. All’assaggio è sapido e morbido al palato, di facile beva.
Tre espressioni del vitigno Schiava, detta localmente Vernatsch, diverse fra loro, che esprimono un vitigno considerato ancora oggi, nonostante le forti riduzioni della superficie vitata, una forte immagine identitaria del territorio.
Cantina Kaltern ha celebrato l’importanza della varietà, da selezionate uve schiava con kunst.stück Kalterersee DOC 2016, di cui vi anticipiamo l’etichetta, in uscita sul mercato a fine settembre.

Buona degustazione !  www.kellereikaltern.com

di Giovanna Moldenhauer

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