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Terlaner 1991, la nuova rarità di Cantina Terlano

Cantina Terlano ha presentato,  la sua nuova rarità Terlaner 1991. Ottenuta dalla cuvée di pinot bianco, chardonnay e sauvignon blanc rappresenta la straordinaria longevità dei vini della cantina altoatesina, soprattutto per quanto riguarda i bianchi. Per evidenziarne l’unicità è stata scelta un’etichetta in puro argento, ispirata dalla miniera della cittadina, la cui attività è iniziata nel sedicesimo secolo e in cui alcuni studi di storia naturale documentano la presenza massiccia in questa zona dell’argento. Un abbinamento voluto tra il metallo, simbolo di stabilità e longevità, e la Rarità che nobilita entrambi.

La cantina è diventata famosa da decenni come produttrice di cuvée d’alta qualità, create con le uve raccolte nelle zone di produzione intorno a Terlano. La sotto denominazione DOC Terlano certifica la presenza di un microclima, un terroir e un profilo del terreno omogeneo. “Sin dalla sua fondazione nel 1893, – afferma Rudi Kofler, enologo – la nostra Cantina produce vini straordinariamente longevi e minerali che esprimono al meglio la zona di produzione e la sua grande complessità. I vigneti situati ad altitudini diverse tra i 250 e i 900 metri s.l.m., le condizioni omogenee del suolo, il cono di deiezione di Terlano e le differenze di temperature tra il giorno e la notte – con accumulo di calore del porfido quarzifero e la contemporanea ventilazione – contribuiscono in modo sostanziale a potenziare e rendere straordinariamente variegate le nostre uve. L’anno 1893 segna dunque l’inizio della lunga tradizione dell’assemblaggio di Cantina Terlano; un’arte che, nel corso degli anni, è stata costantemente affinata e perfezionata”. Questo vino è maturato nella cantina delle rarità, che è stata recentemente ristrutturata. Questa costituisce lo scrigno della cantina, nel quale riposano 15 annate straordinarie degli ultimi 30 anni. Di anno in anno, una di queste viene scelta in qualità di ambasciatrice della longevità che da sempre contraddistingue questa cantina nel mondo del vino. Accanto alle rarità, in locali contigui a 13 metri di profondità, a riprova del contesto unico di Terlano riposano nello straordinario archivio enologico circa 100.000 bottiglie dal 1955 a oggi con alcune annate ancora più vecchie.

“Dopo un quarto di secolo – prosegue poi Rudi – trascorso in botte sui lieviti fini pervenendo al massimo grado
 dell‘elevazione, il Terlaner 1991 è ora in bottiglia per la sua seconda rinascita. Fin dall’anno della sua fondazione la Cantina Terlano dava vita a questa oggi storica cuvée, concepita a partire dalle tradizionali uve di pinot bianco, chardonnay e sauvignon blanc. Le uve, selezionate da vecchi ceppi piantati sull‘esclusivo terroir di Terlano, costituiscono la linfa vitale della leggendaria serbevolezza di questa rarità”.

Le uve ottenute con una bassa resa di circa 42 ettolitri per ettaro sono, durante il processo di vinificazione, state sottoposte a una pigiatura leggera nella vecchia pressa orizzontale Vaslin di 30 minuti. Dopo la fermentazione e 10 mesi di affinamento sulla feccia grossolana in botti di legno da 2.500 litri, il vino è maturato per altri 24 anni in contenitori d’acciaio sempre da 2.500 litri, ma solo sui lieviti fini. A gennaio 2016, dopo quindi un contatto con i lieviti di 25 anni, il vino è stato finalmente imbottigliato. La straordinaria durata dell’affinamento sui lieviti fini ha reso unico il Terlaner 1991 Rarity. Diversi componenti del vino liberatesi per autolisi dei lieviti hanno infatti nobilitato gusto e aromi del vino. Prodotto in solo 3.340 bottiglie, degne di una speciale cuvée, il vino ha un colore paglierino lucente nel calice. Una complessità impressionante e un carattere ancora giovanile caratterizzano i 
profumi fini e seducenti. Fiori 
di prato seccati, mandorla si alternano alle note minerali e speziate dei lieviti. All’assaggio convince con la sua struttura vigorosa, elegante caratterizzata da 
un finale di bocca succoso, minerale e molto persistente. Questo vino avvincente per l’equilibrio fra naso e palato, per la tensione, l’energia e la struttura, ne promettono un ulteriore potenziale di maturazione. Il tenore alcolico di 13%, un residuo zuccherino di 1,3 e un’acidità di 5,9 grammi litro, ne testimoniano l’equilibrio. L’annata 1991 poteva a prima vista essere catalogata come un millesimo poco appariscente, che tuttavia già presentava alcuni segnali di sviluppo dei vini potenzialmente fuori dal comune. A una primavera fredda a secca seguì, dalla fine di giugno fino a tutto luglio, un periodo caratterizzato da molte ore di sole e sufficientemente bagnato dalle precipitazioni. La tarda estate risultò molto calda e secca mentre l’autunno, a partire dalla fine di settembre fu ricco di piogge, tanto che risultò determinate riuscire a sfruttare al meglio le poche giornate secche per la vendemmia.

di Giovanna Moldenhauer

www.kellerei-terlan.com

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