AGROALIMENTARE: SI RAFFORZA L’EXPORT LOMBARDO IN CINA

promosPromos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio di Milano, Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Agenzia per la Cina hanno recentemente organizzato a Milano, presso la sede della Camera di commercio, il seminario “China-Italy food safety forum – la sicurezza dei prodotti agroalimentari nelle relazioni Italia-Cina”.

All’evento sono intervenuti esperti italiani e cinesi del settore che si sono confrontati su sistemi di controllo, garanzie e certificazioni necessarie per la sicurezza dei prodotti agroalimentare italiani in Cina.

Tra i presenti ai lavori, oltre all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava e a Carlo Franciosi, Membro di Giunta della Camera di Commercio di Milano, il vice Presidente della Chamber of Commerce for Import & Export of Foodstuffs, Native Produce and Animal by-products, mrs Yu Lu; il Console Economico Commerciale a Milano, Li Bin; il Vice direttore generale del Ministero del Commercio della Repubblica popolare Cinese – Mofcom, Jiang Fan.

“Vengo da una lunga battaglia contro la contraffazione – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, in riferimento al suo precedente impegno parlamentare -, che causa un danno enorme, se pensiamo che sui mercati mondiali l’elusione vale decine di miliardi di euro. Dobbiamo convincere i consumatori che soltanto i prodotti realizzati qui sono italiani. Di certo, quelli fasulli non dovranno essere più sostenuti con fondi pubblici”. E ancora: “I consumatori in giro per il mondo, che acquistano prodotti contraffatti pensando di acquistare eccellenze agroalimentari lombarde, devono sapere che non comprano italiano: un trend che si può invertire solo con il meccanismo dell’etichettatura”. “Un tema, quello del sostegno e della tutela dei marchi, in particolare al di fuori del mercato continentale, sensibilmente oneroso dal punto di vista economico, e per il quale il presidente Maroni ha indicato di voler intervenire al più presto con interventi specifici, in collaborazione anche con il sistema camerale, a sostegno delle produzioni locali”.

“Un ulteriore passo – ha dichiarato Carlo Franciosi, membro di Giunta della Camera di commercio di Milano – nello sviluppo delle relazioni economiche tra l’Italia e la Cina e per la crescita competitiva di  un settore come quello agroalimentare tra i più internazionali nel nostro sistema imprenditoriale. Un comparto importante su cui continuare a puntare per la valorizzazione dei veri prodotti italiani”.

Nel corso degli ultimi anni sono state attuate parecchie modifiche alle procedure di controllo dei prodotti che entrano ed escono dal territorio cinese. Nel 2006 la “General Administration of Quality Supervision, Inspection, and Quarantine” (AQSIQ), autorità cinese preposta ai controlli di qualità, alle ispezioni e alla quarantena, ha promulgato un nuovo Regolamento denominato “Announcement No. 44 2006, “Adjustment of Import/Export Food and Cosmetic Label Examination System.” (Modifiche al sistema per l’esame delle etichette dei prodotti alimentari e dei cosmetici destinati all’import/export). Il Regolamento ha eliminato la procedura di controllo e approvazione preliminare delle etichette da applicare sui prodotti alimentari destinati all’importazione in Cina e le relative spese connesse all’ispezione. Pertanto, il controllo delle etichette avviene contestualmente alle altre ispezioni effettuate dall’AQSIQ al momento dell’ingresso nel Paese.

Il 2012 è stato anno da ricordare per l’export alimentare nei mercati asiatici e, in particolar modo, in quello cinese. Stando a quanto affermano i dati forniti dalla Coldiretti, le esportazioni alimentari nel Paese asiatico sarebbero cresciute del 27%, facendo registrare una spinta record sulle tavole cinesi, dove i prodotti italiani sono sempre più diffusi.

Considerando i prodotti tipici, l’Italia è il primo fornitore di cioccolato (con una quota di mercato del 40,3%), mentre è seconda nelle esportazioni di pasta (18,8%), olio d’oliva (21,6%), spumante (12,2%), terza nelle acque minerali (14,2%), quarta nel caffè (5,1%), quinta nel vino (6,1%) e nei formaggi (3,2%). Nell’ultimo anno in particolare, alcuni prodotti hanno registrato incrementi straordinari: la vendita di pasta italiana in Cina, ad esempio è cresciuta dell’84% o quelle dell’olio (+28%) o ancora quelle del vino (+21%).

Rapporti economici Lombardia – Cina: imprese, import, export. Sono 7.937 le imprese individuali con titolare cinese in Lombardia, il 18,8% delle imprese cinesi attive in Italia, in crescita del 7,1% in un anno. Si concentrano a Milano (4.196 imprese, 9,9% nazionale, +7%) e Brescia (1.032, +5,5%). Nel 2012 la Lombardia ha esportato in Cina prodotti alimentari per oltre 18 milioni di euro registrando una crescita del +84,3% ed importato per circa 71 milioni (+2,9%). L’export si concentra a Milano (36,3%) e Cremona (19,2%), l’import a Milano (47,9%) e Como (16,3%). Nell’export pesano, dopo i prodotti alimentari come caffè, zucchero, condimenti e pasti pronti (35,6%), la carne lavorata e conservata ed i prodotti a base di carne (24,2%), nell’import il pesce (30,5%), i prodotti a base di carne (28,2%) e la frutta ed ortaggi lavorati e conservati (19,5%). E l’export dei prodotti lombardi legati alla carne è quello che cresce di più, +558% tra 2011 e 2012. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese ed Istat 2013, 2012 e 2011.

 

By | 2013-06-17T12:49:26+02:00 Giugno 2013|News|