Eventi I luoghi del bere

A Milano 
IL TRENTODOC a Cibo a Regola d’arte

Le bollicine trentine saranno protagoniste nell’evento organizzato da Rcs Mediagroup e dedicato, con gli chef Carlo Cracco e Davide Oldani, alla cultura del cibo e a quei consumatori curiosi, appassionati e consapevoli che considerano l’atto del bere e del mangiare anche un’occasione culturale

 

Dal 15 al 17 e dal 21 al 24 marzo Milano ospita “Cibo a regola d’arte”, evento gastronomico- culturale organizzato da Rcs, il gruppo editoriale di Corriere della Sera e di tante altre importanti testate giornalistiche.

 

L’Istituto Trentodoc in collaborazione con la Divisione Turismo e Promozione di Trentino Sviluppo sarà presente con le bollicine trentine, protagoniste in esclusiva per quanto riguarda la spumantistica di degustazioni e seminari, dislocati nel contesto di due importanti musei, la Triennale di Milano e il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Due luoghi di eccellenza di una metropoli europea proiettata sul futuro Expo 2015 e dunque una vetrina di caratura internazionale per la promozione, che avrà ampio spazio su giornali e siti web del gruppo.

Al centro della manifestazione c’è la “cultura” del cibo, con un occhio attento all’evoluzione dei gusti dei cosiddetti “foodies”, ossia a quei consumatori che si accostano all’enogastronomia con consapevolezza e curiosità, considerandola anche un’occasione culturale, di scoperta e conoscenza. Ecco allora che Rcs ha pensato ad un percorso di incontri, laboratori e degustazioni per arrivare “dentro” il concetto di cibo, alla scoperta di gusti, maestri e territori, in compagnia di due chef d’eccezione, Carlo Cracco e Davide Oldani.

Trentodoc sarà protagonista a “Cibo a regola d’arte” con una presenza qualificata ovvero diversi appuntamenti distribuiti nelle giornate dell’evento. È prevista innanzitutto l’installazione di un totem multimediale allestito nel Salone d’Onore della Triennale e nel Loft del Museo della Scienza e della Tecnologia con le bottiglie dei 35 produttori che, per la parte video, proporrà immagini del territorio e informazioni sulle bollicine trentine. Poi, spazio a conversazioni a tema Trentodoc a cura dei giornalisti delle testate del gruppo in compagnia dei produttori e a degustazioni tecniche dedicate agli operatori.

Passando dalla teoria alla pratica, sono in programma otto aperitivi “stellati”, firmati dai due chef Carlo Cracco per il Museo delle Scienze e Davide Oldani per la Triennale, dove Trentodoc verrà proposto agli ospiti in abbinamento a ricette con protagonisti alcuni prodotti trentini. In mescita ogni sera vi saranno sei etichette diverse, che verranno presentate nella lista vini ad uso del pubblico. Poi vi saranno otto (4 a testa per ciascun chef) cene stellate con Trentodoc nel menù, proposto in abbinamento ad un piatto creato dai due chef. Accanto a Trentodoc saranno presenti alla kermesse milanese altri cinque alfieri del Trentino, ovvero i formaggi di malga, Vezzena e Puzzone di Moena, il salmerino alpino, la melata di mele e la farina gialla di Storo.

Cibo a regola d’arte”, dalle ore 10 alle 20, propone tutti i giorni un ricco calendario di seminari guidati da un team di chef, per veri appassionati, per aspiranti cuochi, per passione o per professione, show cooking, conversazioni & degustazioni una serie di incontri e dibattiti su cibo e dintorni, con degustazioni di alto profilo, “cibo per la mente e cibo per il corpo”.

Il metodo classico ambasciatore del territorio TRENTODOC, LE BOLLICINE TRENTINE

Grazie alla sua eleganza e piacevolezza è la diretta espressione del territorio e portavoce del Trentino nel mondo. La sua storia è lunga cento anni ed è stata la seconda D.O.C. al mondo riconosciuta ad un metodo classico. Oggi rappresentano questa realtà 39 produttori, con oltre 100 etichette, che seguono le regole del disciplinare e della produzione integrata

Trentodoc, metodo classico di montagna, è la diretta espressione del territorio da cui proviene. I vigneti, principalmente di Chardonnay e Pinot nero, sono posti in altitudine in una terra, quella trentina, che presenta le varietà climatiche ideali per il metodo classico. Con queste particolari condizioni (clima, altitudine, forti escursioni termiche, natura del terreno) possono maturare uve ideali per il vino base spumante, che esprime dopo la rifermentazione in bottiglia tutte quelle caratteristiche esclusive, come sapidità, acidità e profumi, che rappresentano la qualità di un metodo classico capace di fare la differenza.

Dalla vite all’imbottigliamento, la filiera di Trentodoc è guidata dai principi della produzione viticola integrata. Ottenere cioè la migliore qualità possibile nel rispetto dell’operatore agricolo, dell’ambiente e del consumatore. Si tratta di un fattore fondamentale e determinante per il quale, fin dagli anni Ottanta, si è pervenuti ad un Protocollo d’Intesa promosso dalla Provincia autonoma di Trento, seguito da tutti gli spumantisti. Oggigiorno inoltre tutti utilizzano nell’allevamento della vite la “confusione sessuale”, che ha praticamente eliminato l’utilizzo di insetticidi in campagna.

La sua storia affonda nel passato. Sono trascorsi più di cento anni da quando Giulio Ferrari ebbe l’intuizione di coltivare l’uva Chardonnay in Trentino. La D.O.C. TRENTO è stata la prima al mondo dopo lo Champagne ad essere assegnata ad un metodo classico. L’Istituto Trento Doc garantisce la provenienza delle uve e la conformità di ogni aspetto della raccolta e della vinificazione al Disciplinare di produzione.

Oggi sono 39 i produttori, grandi e piccole realtà, alcuni innovativi ed altri più classici, che propongono sul mercato oltre cento etichette pregiate, ciascuna con una propria peculiarità organolettica, ma con un unico comune denominatore: il territorio. Produttori che alle spalle vantano storie particolari, grandi e piccole.

Da Francesco Moser, il ciclista italiano con il maggior numero di vittorie assolute e recordman dell’ora, a Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista, alle tante donne che si occupano di spumante, basti citare Lucia Letrari, Camilla Lunelli, Roberta Stelzer dell’Azienda agricola Maso Martis, Martina, Valentina e Romina Togn della vinicola Gaierhof, Donatella e Chiara Pedrotti, della Pedrotti Spumanti di Nomi, Clementina Balter, della omonima Azienda agricola. Oppure pensare ai tanti i giovani che si stanno affacciando sul panorama della spumantistica trentina come Francesca Moser e il fratello Carlo, dell’Azienda agricola Moser, Chiara e Federico Simoni delle Cantine Monfort di Lavis, Paolo e Michele Dorigati dell’azienda Metius, Rudy Zeni dell’Azienda agricola Zeni, Stefano e Giacomo Malfer della Cantina Revì di Aldeno.

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