Ritorna il Capodanno del Mugnaio

A Frignano il Mulino Caputo di Napoli festeggia la mietitura presso l’Azienda di Francesco D’Amore

Nella tradizione contadina i vari periodi dell’anno agricolo da sempre sono accompagnati da festeggiamenti per sottolineare la fatica dell’uomo che trae dalla terra i suoi frutti.
Così avviene per la vendemmia, la bacchiatura e la mietitura, ognuna con i suoi riti e le sue cerimonie di festa. Al Molino Caputo, il mulino di Napoli, da sempre vicino ai valori della genuinità, si festeggia il “Capodanno del Mugnaio”. Dal 1924 i Caputo, ora giunti alla terza generazione, lavorano il grano con generosità e passione, per offrire a professionisti e appassionati dell’Arte Bianca farine di altissima qualità, prodotte nel pieno rispetto delle materie prime e della tradizione.

Al grano il Mulino Caputo di Napoli, in provincia di Caserta a Frignano, ha voluto dedicare una grande festa contadina in occasione del Capodanno del Mugnaio, la festa celebrativa della mietitura.
Nei campi dell’azienda agricola di Francesco D’Amore ritorna giovedì prossimo 27 giugno alle ore 17,30 l’ appuntamento che si fa di anno in anno sempre più importante. La data per la festa del Capodanno del Mugnaio, è stata scelta dopo aver interpellato i contadini che hanno lavorato i campi.
L’Amministratore delegato Antimo Caputo, insieme a Michele Mennino, della Green Farm, e ai protagonisti delle coltivazioni, con Francesco D’Amore, racconterà questa grande operazione iniziata a Latina cinque lustri fa, quando è nato il progetto del “Campo Caputo” in collaborazione con il Consorzio Agrario di Latina e da dove si è partiti con 1.000 ettari di terreno, coltivando le migliori specialità di grano, con la firma del contratto di filiera, rinnovato ogni anno, da parte delle aziende Mulino Caputo di Napoli, Green Farm di Grottaminarda e le aziende agricole del Mezzogiorno al fine di rendere la coltivazione del grano tra Lazio, Campania, e Puglia sicura e controllata.Ritorna il Capodanno del Mugnaio

In questi cinque anni sono aumentati i Campi Caputo e la coltivazione del Grano Nostrum si è estesa ad altre regioni.
Hanno lavorato, come ogni anno, fianco a fianco, i contadini, gli esperti di Green Farm di Michele Mennino, e la grande famiglia di mugnai napoletani.
Tutti uniti per coltivare grani 100% italiani, il Grano Nostrum, realizzato con sementi dedicati in uno studio durato tre anni, individuando i grani giusti in base alla composizione dei terreni, alle altitudini dei luoghi e in funzione delle peculiarità climatiche. Tutto seguito passo dopo passo, dalla semina fino al raccolto e poi allo stoccaggio dei grani.
Tutto questo lavoro è stato fatto per venire incontro alle esigenze dei pizzaioli, fornai e pasticceri che sono poi gli artigiani che trasformano le farine in specialità gastronomiche e alimentari.

Ritorna il Capodanno del Mugnaio“Sono orgoglioso dei risultati raggiunti” ha dichiarato Antimo Caputo “l’arte del coltivare il grano è nel nostro Dna di molitori: quest’anno abbiamo in raccolta 4/5 grani 100% italiani, naturali. Tra questi il “Don Carmine” fiore all’occhiello della nostra raccolta. Controlliamo l’iter dalla semina al raccolto, tutto il percorso della produzione del “Grano Nostrum” è certificato Made in Italy al 100%. Sí, siamo orgogliosi e soddisfatti, perché il Mulino Caputo, prima azienda al Sud nel tenero, ha sottoscritto i contratti di filiera, ha allargato i Campi Caputo, e abbiamo al nostro fianco, come partner attivi e consapevoli, i contadini, che sono le nostre sentinelle della qualità delle coltivazioni. Con loro hanno lavorato, garantendo un costante supporto tecnico, un team di agronomi che curano la selezione e l’utilizzo di grani delle migliori varietà, consentendo di ottenere un frumento superiore, con delle specifiche caratteristiche di forza, estensibilità, tenuta e sapore”, ha concluso Antimo Caputo .

Ma il Capodanno del Mugnaio è anche il momento dei festeggiamenti, della grande festa dal sapore di un tempo. Giovedì, dopo la trebbiatura del grano, ci sarà la celebrazione benaugurante del raccolto, con l’accensione dei forni e la preparazione delle pizze da parte di alcuni dei più bravi maestri pizzaioli, come tradizione vuole, cotte nei forni a legna. Al termine ci sarà il brindisi e il taglio della torta, preparata per l’occasione dal maestro pasticcere di Pompei, Salvatore Gabbiano, membro della famosa Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani). La serata sarà allietata dalle musiche del gruppo “I Bottari della Cantica Popolare” che fanno parte dalla tradizione più antica della musica folk.

Harry di Prisco

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By | 2019-06-27T05:56:43+00:00 Giugno 2019|Eventi|