Alla corte dei Borbone l’amore passa dalla cucina

Alla corte dei Borbone l'amore passa dalla cucina

 

“La seconda edizione del capitolo di “Esperienze Borboniche” – la kermesse di eventi incentrati sulla cultura borbonica e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – cade nel mese di Febbraio, il mese dell’amore, la migliore occasione quindi per raccontare le storie d’amore dei reali di Casa Borbone

Vicende spesso non del tutto scontate e pregne di risvolti romantici e intriganti” così si è espresso Luca Iannuzzi, titolare del ristorante e premium-bar “Archivio Storico” di Napoli in via Scarlatti, al Vomero.
Continua Iannuzzi:” Il locale è sorto per la mia passione della napoletanità in generale e per quel periodo storico identificato con la monarchia Borbonica e il regno delle due Sicilie, riproponiamo infatti la cucina di corte mai più proposta e rivisitata in chiave moderna”.
L’Amore (e la cucina) al tempo dei Borbone è stato infatti il tema dell’incontro dei giorni scorsi all’Archivio Storico, i Borbone delle Due Sicilie, la dinastia che ha governato il Meridione d’Italia per quasi un secolo e mezzo e che ha reso Napoli capitale della cultura europea, si è distinta non solo per le importanti opere realizzate nel Sud d’Italia, ma anche per la singolarità dei rapporti di coppia dei regnanti che si sono succeduti al trono. Gennaro De Crescenzo, Presidente dell’Associazione Culturale Neoborbonica, ha raccontato interessanti aneddoti poco noti delle coppie più belle del Regno, delle loro passioni, dei piatti di cui re e regine andavano ghiotti.Alla corte dei Borbone l'amore passa dalla cucina

“Una serata che potremmo dire simbolica che mette insieme pezzi di memoria che dobbiamo ritrovare e che stiamo a poco a poco ritrovando, associata ad una grande cultura gastronomica e ad una grande tradizione” ha esordito il Prof. De Crescenzo e ha così continuato:” tutto questo consente lo svilupparsi di una economia sana che parte dalle radici e coinvolge tutti i settori della nostra vita. Si tratta quindi del paradigma dello sviluppo del territorio, una delle poche strade da percorrere perché l’identità non si può omologare”.
Per l’occasione lo chef stellato Pasquale Palamaro ha preparato una lasagna di cui andava ghiotto re Francesco II, detto appunto “Re Lasagna” per il suo legame a questo gustosissimo piatto. Nei suoi scritti inoltre, Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, ci ha lasciato la ricetta: “Gattò di lasagnette alla Buonvicino”. Altro piatto “reale” la mozzarella in carrozza, uno dei piatti preferiti della regina Maria Sofia. A questi piatti sono stati abbinati a cura dell’ASI – Associazione Italiana Sommeliers – delegazione di Napoli due eccellenti vini delle Cantine Federiciane: un Gragnano Penisola Sorrentina DOC e un Flegreo Cuvée Metropolitano, uno spumante prodotto da viti a piede franco su terreni di origine vulcanica nel cuore dei Campi Flegrei. Tommaso Luongo, delegato AIS, ha sottolineato: “ quando il cibo dialoga con il vino è il matrimonio d’amore per eccellenza”. Il percorso di degustazione si è concluso con l’estro creativo dello chef Palamaro, un inconsueto trancio di pizza dolce, la farcia fatta con marmellata ricavata da pomodori datterini con una maddalena al basilico e amarene, principale ingrediente delle zeppole di San Giuseppe che fra pochi giorni saranno nelle vetrine di tutte le pasticcerie.Alla corte dei Borbone l'amore passa dalla cucina

Abbinato alla pizza-non-pizza un cocktail preparato dal bar manager dell’Archivio Storico, Salvatore D’Anna che si è ispirato alla coppia del gusto per antonomasia, ovvero pizza e birra, ed ha appunto creato un cocktail che si chiama “Birra”, che ha le sembianze della birra, ma che in realtà è un after dinner a base di gin, un liquore speziato e una soda aromatizzata.

Harry di Prisco

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By | 2019-02-16T07:44:16+00:00 Febbraio 2019|I luoghi del gusto|