Una degustazione dell’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige

Una degustazione dell'Associazione Vignaioli dell’Alto Adige

Una degustazione a Milano di produttori aderenti all’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige ha permesso di assaggiare vini che rispecchiano il territorio di provenienza e la maestria dei vignaioli che con passione sfidano condizioni di viticoltura eroica per le pendenze importanti dei loro vigneti e vinificano con grande professionalità le varietà tipiche del loro contesto

Riportiamo qui il racconto dei nostri migliori assaggi.

Da Hannes Baumgartner di Strasserhof, divenuto presidente dell’Associazione Vignaioli dell’Alto Adige, abbiamo assaggiato alcune varietà, divenute autoctone della Valle Isarco. La cantina ha sede a Varna nei pressi di Novacella, nota per la sua millenaria Abbazia. Il Veltliner Verde 2017 è ottenuto da vigne di 12 anni, affinato solo in acciaio per 7 mesi, con un residuo zuccherino di 2,5 g/l e un’alcolicità contenuta. Giallo paglierino brillante nel calice ha profumi di mela verde, delle spezie del pepe bianco, con una nota di erbe nel finale. All’assaggio è fresco, minerale, con un’acidità equilibrata, di lunga persistenza. Il calice successivo è stato il Kerner 2017, da vigneti dai 5 ai 21 anni è vinificato al 100% in acciaio, con un residuo zuccherino di 4,5 g/l e un’alcolicità abbastanza contenuta. Una tonalità tenue ma con una bella brillantezza, ha sentori di pesca, di ananas, poi di fiori di sambuco seguito da una lieve dolcezza comunque percepibile. All’assaggio ha un’acidità marcata, è minerale, fresco, sapido, lungo.

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P. Wachtler di Taschlerhhof

Il secondo produttore dei nostri assaggi è stato Taschlerhof di Bressanone anche esso quindi in Valle Isarco. Tra i vini proposti, ottenuti da poco più di 4 ettari, abbiamo assaggiato due diverse espressioni di Sylvaner. Il Sylvaner 2017 fa la fermentazione alcolica a temperatura controllata e il successivo affinamento per il 30 % in grandi botti e per il 70 % in acciaio per qualche mese. Il colore passa dal verde-giallo al giallo brillante. Segue un aroma fruttatodai toni esotici, poi una nota come di fieno appena seccato. La bocca ha un corpo importante, è fresca, appena sapida con un’ottima struttura. L’espressione superiore del Sylvaner Lahner 2017 fa la fermentazione alcolica e affinamento per il 50 % in grandi botti e per il 50 % in acciaio. Il vinoha una tonalitàche è di un giallo paglierino con riflessi bianchi. Segue un naso molto minerale, di pietra, fiori di campo, fieno fresco, pesca bianca. L’assaggio è morbido e succoso, con una lunghezza media, buona dolcezza e freschezza finale.

Erhard Tutzer di Plonerhof

Il produttore successivo è stato Plonerhof di Marengo che si trova nella zona del Burgravio. Abbiamo assaggiato il Sauvignon Exclusiv 2017, vinificato in grandi botti di legno, ha tra i primi profumi percepiti il fiore di sambuco, seguiti poi da sentori di fiori di fieno e ricordi di agrumi che danno al vino profumi diversi rispetto ai Sauvignon di altre zone. L’assaggio è molto sapido, fresco, elegante, complesso, con un finale quasi infinito. Come vino rosso di questo maso ho scelto il suo Pinot Nero 2017vinificato in botti di rovere piccole e grandi.
Vino rosso affascinante con aromi fini di frutti di bosco, una delicata nota speziata e un lieve sentore floreale. La bocca morbida, sostenuta da tannini dolci è fine, elegante, con un retrogusto piacevole fruttato e di lunga resistenza.

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Hannes e Margareth Pfeifer

Da un’altra zona e più precisamente da Bolzano proponiamo l’assaggio del Santa Maddalena Classico 2017 della cantina che con questo vino ha peso per primo i Tre Bicchieri del Gambero Rosso Pfannenstielhof. Ottenuto da uve al 95% di Schiava con un 5% di Lagrein, raccolte e fermentate insieme, è fermentato per circa 10 giorni in botti di acciaio a temperatura controllata. Vino dal colore rubino brillante ha profumi di frutta rossa matura, di spezie date dal vitigno Lagrein. I vigneti di Schiava erano tradizionalmente misti o vicini a quelli di Lagrein come indicato dal disciplinare. L’assaggio è fresco, fruttato, piacevole e particolarmente lieve al palato, ma nel contempo complesso, intenso, dal gusto pieno e leggermente aromatico. Sempre dello stesso produttore ho scelto il Lagrein Rosé 2017 ottenuto dal vitigno omonimo. I grappoli ottenuti da una coltivazione naturale e integrata, vengono accuratamente diraspati e pressati. Il vino fermenta a temperatura controllata, in recipienti d’acciaio. Una bella tonalità rosa cerasuolo precede gli aromi fruttati, dove spicca un profumo delicato di bacche rosse e ciliegia, una nota decisamente fragrante. In bocca è fresco e morbido al tempo stesso, con un sapore armonico, raffinato, ma dalla struttura presente, una buona lunghezza.

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Famiglia Andergassen

Dalla zona dell’Oltradigenei pressi di Caldaro sulla Strada del Vino si trova l’azienda Klosterhof. Produce fra l’altro il Pinot Nero Scwarze Madonna 2015, una selezione di vigna impiantata ancora con la tradizionale pergola.I grappoli vengono raccolti a mano e dopo aver separato ogni acino questi ultimi vengono posti su un apposito tavolo vibrante, dove avviene un accurata selezione fatta rigorosamente a mano. Solo i migliori acini vengono poi scelti per la fermentazione. La vinificazione prevede la fermentazione spontanea in tini di legno aperti, mentre la fermentazione malolattica avviene in barrique. Infine il vino è affinato per 12 mesi in barrique di rovere francese. Esordisce con un bel colore granato lucente che precede un naso dai sentori erbacei piacevoli, poi di violette e di piccoli frutti scuri in confettura. L’assaggio gustoso è morbido, sapido, teso e già di buona lunghezza con nel finale una lieve nota amara.

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Tutti i vini descritti sono della DOC Alto Adige.

Giovanna Moldenhauer

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By | 2019-01-25T05:56:45+00:00 Gennaio 2019|I luoghi del bere|