Eugenio Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano

Eugenio Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano

La cantina Collavini, sinonimo di eccellenza nel mondo vinicolo, produce vini fra i più rinomati considerando quelli coltivati nel contesto della regione Friuli Venezia Giulia, un territorio sicuramente rilevante per quanto concerne la produzione di vini di qualità Fondata da Eugenio Collavini nel 1896, è immersa nello splendido paesaggio a cavallo tra i due comprensori

La cantina Collavini, sinonimo di eccellenza nel mondo vinicolo, produce vini fra i più rinomati considerando quelli coltivati nel contesto della regione Friuli Venezia Giulia, un territorio sicuramente rilevante per quanto concerne la produzione di vini di qualità

Fondata da Eugenio Collavini nel 1896, è immersa nello splendido paesaggio a cavallo tra i due comprensori vinicoli dei Colli Orientali del Friuli e del Collio, nel piccolo comune di Rivignano, in provincia di Udine. Queste preziose terre di marne oceniche, protette alle spalle dalle maestose Alpi Giulie e distanti 25 km dal Mare Adriatico, offrono alle vigne un microclima inimitabile. La massima cura in vigna e l’utilizzo di tecnologie avanzate in cantina hanno permesso all’azienda di distinguersi, diventando uno dei marchi simbolo dell’enologia friulana nel mondo. L’expertise sui bianchi longevi, tra cui spicca il blend Broy, Collio Bianco premiato con i 5 Grappoli dalla guida Bibenda è affiancata dalla competenza sul fronte spumantistico, con la Ribolla gialla Brut. Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano

Agli inizi della propria avventura, Eugenio era solito rifornire le principali famiglie nobili del territorio, oltre ad alcune botteghe commerciali che, tra le tante cose, vendevano anche vino. Il comando della cantina passò prima a Giovanni, che guidò l’azienda nel periodo tra le due Guerre Mondiali, e poi a suo figlio Manlio, figura fondamentale nello sviluppo della Collavini. Manlio infatti fu tra i primi a esportare i vini friulani nel mondo, intuendo come gli orizzonti commerciali, in un clima di rinnovata serenità internazionale, andassero ampliati; non solo, si dedicò anche a trasferire le cantine a Corno di Rosazzo, dove acquistò il castello Zucco-Cuccanea, e a introdurre nuovi vitigni e metodi di vinificazione. Fu uno dei primissimi a credere nel Pinot grigio vinificato in bianco (era il 1969) e nel 1971 creò “Il Grigio”, spumante che fece tendenza. Oggi, la Collavini è una S.r.l. “familiare” che vede, accanto a Manlio, la quarta generazione ben inserita in azienda, con i figli Giovanni, Luigi ed Eugenio, che vigilano attentamente sugli oltre 170 ettari di proprietà, che si snodano all’interno delle due DOC più prestigiose di tutta la regione, la Collio e la Friuli Colli Orientali.
La villa dei Conti Zucco di Cuccanea, attuale sede dell’azienda, è un esempio di insediamento fortificato del XVI secolo. La Torretta che sovrasta le mura a Occidente fu costruita a scopo di difesa, per diventare poi un punto di avvistamento e di controllo sulla campagna circostante: straordinario il paesaggio che spazia dalle colline di Rosazzo a quelle di Ruttars e Cormons. Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano
Lasciando la villa e camminando attraverso un vecchio vigneto di Ribolla Gialla, si arriva alla vicina cantina di produzione, ove la millenaria tradizione contadina si sposa alla moderna enologia. La progressiva e costante crescita qualitativa dell’azienda è stata raggiunta grazie alla sinergia di diversi fattori quali la cura dei vigneti, la raccolta a mano (anche nei plateau) e le importanti innovazioni tecnologiche adottate. I grappoli migliori vengono portati nella fruttaia, un ambiente dove la bassa temperatura e la ventilazione favoriscono lo sviluppo di una straordinaria polifonia di profumi, conferendo ai vini sapidità, unita ad una notevole corposità ed eleganza di gusto. L’altro filone dell’innovazione riguarda gli spumanti ed in particolare la messa a punto di quello che oggi è definito il Metodo Collavini; 42 mesi, dal raccolto alla flute, per uno spumante considerato vera eccellenza del Friuli: la Ribolla Gialla Brut.
Friuli, territorio divino dei grandi bianchi
La produzione di questa regione, quantitativamente piuttosto limitata (in media supera di poco il milione di ettolitri) si distingue soprattutto per l’elevata qualità, spesso di eccellenza assoluta.
I terreni variano molto, anche se il comprensorio regionale non è molto vasto, e sono il substrato ideale sul quale la vite trova il perfetto equilibrio. Le Alpi Giulie alle spalle ed il mar Adriatico di fronte, fanno da anfiteatro ad un clima veramente benefico. La zona qualitativamente più interessante è quella situata tra le province di Udine e Gorizia. “Colli Orientali del Friuli” e “Collio” sono infatti le due DOC più rinomate del Friuli. E’ proprio su queste colline di altitudine compresa tra i 100 e i 350 m s.l.m. che si è sviluppata la grande viticoltura friulana.
I terreni, di origine eocenica, si presentano come un’alternanza di marne (argille calcaree) ed arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico e chiamati localmente “ponca”.
Nel corso dei secoli il profilo dei pendii più scoscesi è stato modellato dal lavoro di generazioni di viticoltori, con il risultato esteticamente unico dei terrazzamenti e gradoni a cui spesso fanno da cornice ampie zone boscose.
Ma il Friuli non è solo collina: i due terzi del comprensorio viticolo, infatti, sono rappresentati dalle pianure, il cui paesaggio ricorda quello delle Graves della zona di Bordeaux.
Terreni questi di origine alluvionale, magri e sassosi. I ciotoli bianchi e levigati che affiorano ovunque in queste vigne, di giorno riflettono la luce verso le piante, e di notte rilasciano il calore assorbito nelle ore più calde.
Nei vigneti si coltivano uve a bacca bianca e rossa, sia autoctoni che internazionali, come chardonnay, pinot nero, ribolla gialla, pinot grigio, sauvignon, friulano, merlot, picolit, verduzzo giallo, pignolo, refosco, schioppettino e cabernet sauvignon. Sono più di venti le etichette che ogni anno vengono realizzate dal team di Collavini, dove accanto ad una selezione di bianchi – tra cui spiccano il “Blanc Fumat” – e rossi, troviamo una notevole selezione di spumanti, dove a brillare è la Ribolla Gialla Brut, vera e propria intuizione di Manlio, che a partire dagli anni ’70 ne fa una delle eccellenze fra le bollicine italiane, come testimoniano i 3 Bicchieri assegnati dal Gambero Rosso. ” Qui i vignaioli sono tenuti a seguire un disciplinare interno assai meticoloso, messo a punto per poter arrivare ad uve di altissima qualità, prima condizione indispensabile per ottenere vini d’eccellenza.
A questa filosofia produttiva segue quella di cantina che, pur sorretta dalla conoscenza enologica moderna, pone sempre al centro l’uomo, la sua passione, la sua intuizione, la sua cultura, la sua sensibilità.
I vini bianchi prodotti dall’azienda Collavini, tutti ottimi, spaziano dal Bianco del Collio, alla Ribolla, al Friulano, allo Chardonnay. Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano
Il Broy – Collio Bianco, prende il nome dal “broili”, il piccolo orto-giardino adiacente alle vecchie case friulane. Terreno in cui spesso si piantava la vigna che dava il vino per il consumo famigliare. Le uve di Friulano (50%) e Chardonnay (30% vengono parzialmente appassite in fruttaia tramite aria ventilata, con umidità prossima allo zero ed alla temperatura 6-8°C. Il Sauvignon, raccolto con qualche giorno di anticipo, segue una vinificazione classica in bianco con breve macerazione. Affinamento in acciaio. Si accosta ai piatti della grande cucina, pesci al forno o con salsa, vellutate, risotti con tartufo e formaggi di media stagionatura. Una vera delizia per il palato, è un ottimo vino, gustoso e ben articolato. Il colore si presenta giallo paglierino, con tenui riflessi verdognoli. All’olfatto risulta, elegante ma intenso e persistente, con sentori di frutta tropicale matura, scorza di arancia e fiori gialli. Al palato è caldo e avvolgente, potente e lungo, equilibrato da una piacevole freschezza e mineralità.
La Ribolla Gialla Turian, che trova nel territorio friulano la massima vocazione. Vitigno autoctono friulano talmente radicato nella tradizione, che l’azienda Collavini ha proprio la sede in Via Ribolla Gialla. La Ribolla Gialla, è un vino molto versatile. Da uve Ribolla Gialla raccolte nella storica vigna del Ciò Turian, la più vecchia dell’azienda. Ad una leggera passitura, segue vinificazione classica in bianco con affinamento in solo acciaio. Colore giallo paglierino brillante con tenui riflessi verdi. Profumo fruttato, fine ed elegante che ricorda le essenze floreali dell’acacia e della limoncella. In bocca è fresco, citrino e sapido, ma contemporaneamente delicato. E’ vino da aperitivo ed antipasti, minestre e piatti di pesce in casseruola, molluschi, in particolare tartufi di mare. Sarde impanate e fritte della tradizionale cucina italiana.
Ribolla Gialla V.S.Q. Metodo Collavini Millesimato. La cantina Collavini è riuscita nella maestria di spumantizzare questo vino Ribolla Gialla, ottenuta appunto con il‘metodo Collavini’,  cioè un metodo charmat modificato. Dopo una prima fermentazione parte in acciaio e parte in barrique, la base 100% di ribolla gialla viene fatta rifermentare in grandi autoclavi orizzontali, segue un affinamento sur lies per un periodo mai inferiore ai 30 cicli lunari. 12 mesi di bottiglia sono necessari per completare il lungo processo di affinamento. Il risultato ottenuto è un brut che si presenta con un perlage finissimo, e con una spuma quasi cremosa. Il profumo ricorda in maniera indelebile quello della ribolla gialla classica, mela golden, pera, e la rifermentazione apporta quel delicato gusto di lieviti Al palato le sensazioni sono avvolgenti, la cremosità della bollicina e della spuma invadono la bocca, ed il finale ritrova quel tipico sapore di crosta di pane dei migliori spumanti. Eccellente compe apertivo, la ribolla brut è un vino per tutti i momenti, anche da tutto pasto se si escludono carni rosse e selvaggina, perfetto su piatti a base di pesce e molluschi.
Blanc Fumat Sauvignon DOC. Classica vinificazione in bianco con macerazione a fredo delle uve per una notte intera. La successiva fermentazione in acciaio a temperatura rigidamente controllata dura due settimane circa. Ne segue l’affinamento sui lieviti fino a maturazione completa. Il Sauvignon “Blanc Fumat” si presenta di colore giallo paglierino scarico. Il naso manifesta le classiche note del varietale in modo molto affascinante ed elegante, mai stucchevole ricordando la foglia di peperone giallo, la salvia ed il melone. In bocca dimostra un ottima freschezza, risultando  pieno e deciso con una buona e persistente verve  aromatica. Vino da antipasti e piatti di pesce, salsati. Crostacei, sia lessati che grigliati, risotti e minestre alle erbe.
Il Grigio Royal V.S.Q. metodo Martinotti lungo nasce da Pinot Grigio (85%) e Pinot Nero.  Il “Royal” affina sui lieviti per almeno 6 mesi. La lisi così prolungata del metodo Martinotti è il marchio di qualità degli spumanti targati Collavini. Il tocco finale è riservato al liqueur d’expedition, composto da estratti di frutti di bosco della Carnia, che ne completa il corredo aromatico. Il metodo Martinotti così prolungato permette di ottenere uno spumante di pregevole fattura dal colore rosa rubino piuttosto pronunciato, effervescenza briosa, ma fine e persistente. Profumo fresco, fragrante e generoso, ove fragoline, ribes e lamponi si rincorrono attraverso un vago ricordo di pane caldo. Sapore intrigante rotondo e cremoso. L’armonia aromatica del sottobosco esalta la freschezza e la complessità gustativa. Aperitivo classico, trova il giusto connubio con antipasti di pesce, molluschi ed è piacevole con formaggi freschi e di media stagionatura. Dolci secchi fatti in casa.
Il Prosecco DOC affina sui lieviti per almeno 4-6 mesi, periodo durante il quale la lisi viene favorita da periodiche agitazioni. Colore paglierino brillante con vaghe sfumature verdi. Spuma persistente e perlage piuttosto fine e continuo. Profumi fragranti freschi e fruttati che ricordano la mela, il gelsomino e la crosta di pane. Sapore rotondo, vivace, lievemente aromatico con sensazione finale leggermente acidula. Aperitivo classico, si accompagna anche a piatti di pesce come la mousse di cappesante. L’insalata tiepida d’orzo e verdure miste ed il risotto agli scampi.
I vini rossi di Eugenio Collavini, tra i migliori friulani, spaziano dal Refosco allo Schioppettino, dal Merlot al Cabernet, oltre al Ruan rosso “mosso”.
Il Refosco dal Peduncolo Rosso, è un vitigno autoctono friulano, narrato già in epoca romanica. Il vino “Pucino Refosco dal Peduncolo Rosso Doc Colli Orientali del Friuli” è uno dei più importanti prodotti dell’Azienda. L’uva viene diraspata e fatta macerare sulle bucce a 4°C per una settimana. La breve fermentazione che ne segue avviene in vinificatori di acciaio a temperature controllate. La maturazione e l’affinamento proseguono fino a primavera in acciaio. Una tecnica che ci restituisce un rosso di grande freschezza, particolarmente indicato con piatti di carni bianche. Ottimo con alcuni piatti di pesce come anguilla e pesce azzurro, rombo e zuppe di pesce. E’ un vino Rosso, Fermo e Secco  Al colore è rubino intenso a marcata unghia violacea. Il profumo è fresco, vinoso, la percezione fruttata di mora selvatica, si alterna a delicati sentori di liquirizia. Al palato è estremamente bilanciato, supportato da un fondo erbaceo.
Il Turian Schioppettino DOC Friuli Colli Orientali. Le uve di Schioppettino, raccolte a mano in vassoi da passitura, vengono concentrate in fruttaia per esaltarne profumi e corpo. Segue una fermenatazione sulle bucce di circa 3 settimane. Nei successivi 18 mesi affina in Barriques di Allier. Rosso rubino intenso dalla sfumatura ancora violacea. Profumo evoluto, complesso e concentrato, ove emergono le caratteristiche varietali quali frutti del sottobosco, lampone, pepe nero e spezie. In bocca entra con tannini morbidi ed una freschezza che dona vivacità al lungo finale. Vino che si accompagna a cacciagione nobile da piuma. Pappardelle al sugo di lepre, cinghiale e capriolo.
Picolit DOC Friuli Colli Orientali. L’uva, dopo un lungo appassimento a bssa temperatura, viene diraspata. Passato qualche giorno di macerazione sulle bucce, il mosto viene fatto fermentare in barriques di Allier a temperatura non superiore ai 20°C. Affinamento, sempre in legno, di circa 24 mesi. Colore giallo oro con interessanti vene ambrate. Il profumo, nelle sfumature degli aromi, si apre su note di miele, uva passa e mela disidratata. Al palato si offre denso e consistente, i suoi toni mielosi si fondono con note più fresche e fruttate terminando con gradevoli sensazioni caramellate. E’ vino da meditazione, ma eccelle con formaggi a pasta semi dura con particolari sentori di rifermentazione (Gorgonzola) e con i pasticci di fegati vari, foie gras d’oca e paté di foie gras. Collavini Viticoltori: una grande storia del vino italiano
Da Eugenio Collavini la coltivazione della vite e la produzione del vino, restituiscono a chi li assaggia non solo l’amore e la cura delle persone, ma anche i sapori unici di una terra generosa che valorizza il lavoro paziente della terra e dei suoi frutti. La cantina accoglie i visitatori attraverso un tour guidato nei vigneti e in cantina, dove possono conoscere come i vini vengono lavorati, dalla fermentazione all’invecchiamento, fino alla bottiglia che custodisce un prodotto da non farsi mancare.
Dopo la visita all’azienda vinicola, che da sola merita il viaggio in Friuli, potete gustare i migliori prodotti dell’enogastronomia friulana nell’Osteria della Ribolla, accompagnati naturalmente dai migliori vini della cantina, per la delizia del palato.
L’Osteria della Ribolla
Situata all’interno del castello dei conti Zuccus di Cuccanea, dove ha sede anche la cantina. Qui trovate la nostra piacevole e ben curata osteria (nella bella stagione si mangia anche sotto il porticato) dove Alberto Ticozzi, il gestore, propone piatti semplici e ispirati, in particolare, alla lunga storia dei friulani vissuta assieme all’Impero asburgico. In aggiunta, secondo la stagione, Alberto consiglierà quello che lui definisce “piatto sorpresa”, ossia una ricetta che cambierà ogni settimana. Accanto all’Osteria, lo spaccio per acquistare gli eccellenti vini.
Via della Ribolla Gialla 2, 33040 Corno di Rosazzo (UD)
Tel. +39 0432 759753 E-mail: albertoticozzi@virgilio.it
Orari:

Chiuso il lunedì
Martedì e Mercoledì: 10.30 – 13.00  15.30 – 21.00
Giovedì: 10.30 – 13.00  15.30 – 23.00 (cene)
Da venerdì a domenica aperto per pranzo e cena: 10.30 – 23.00
www.collavini.it

Mariella Belloni

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