Un matrimonio perfetto? Mozzarella ed Asprinio d’Aversa

Un matrimonio perfetto? Mozzarella ed Asprinio d’Aversa

Anni addietro i vecchi sapienti erano soliti ripetere la storia che il vino Asprinio non poteva essere portato via dal luogo di produzione, Aversa in provincia di Napoli, poiché si sarebbe “guastato”. Va bè che i trasporti dell’epoca erano con carrette trainate da cavalli e le strade erano piene di fosse, questo proprio come oggi.

Anni addietro i vecchi sapienti erano soliti ripetere la storia che il vino Asprinio non poteva essere portato via dal luogo di produzione, Aversa in provincia di Napoli, poiché si sarebbe “guastato”. Va bè che i trasporti dell’epoca erano con carrette trainate da cavalli e le strade erano piene di fosse, questo proprio come oggi. Abbiamo fatto questa domanda ad un sommelier il quale ci ha fornito una spiegazione tecnica che vi risparmiamo, in pratica i lieviti e i metodi di vinificazione dei secoli scorsi erano diversi: oggi un vino prodotto secondo il metodo antico non riusciremo a berlo trovandolo pessimo. Aggiungiamo che la favoletta di non muovere il vino dall’aversano trova anche un motivo di gelosia nel proprio prodotto di eccellenza del territorio da parte dei nostri antenati. Oggi i tempi sono cambiati e si assiste ad una riscoperta di questo stupendo vino.

Sostenere e riscoprire l’Asprinio d’Aversa, il bianco campano doc di grande tradizione che rischia l’estinzione è questo l’obiettivo della serata che si è svolta nei giorni scorsi ad Aversa nel ristorante-pizzeria “Morsi & Rimorsi”. L’obiettivo della nota pizzeria aversana è di offrire specialità culinarie in cui la semplicità dei sapori si unisce alla naturalezza degli ingredienti per garantire la massima qualità. Gli chef e i pizzaioli si dilettano a cambiare ingredienti che, dall’autenticità dei loro sapori, danno origine a piatti prelibati in cui si assapora la bontà della nostra tradizione.

Tre grandi maestri del gusto (il pizza-chef Gianfranco Iervolino, lo chef stellato Peppe Guida di Nonna Rosa – Vico Equense e il noto pasticciere Alfonso Pepe) si sono uniti per sostenere le ragioni dei produttori del grande bianco campano.

Otto le aziende vitivinicole presenti al focus,  che rappresentano tutta la produzione: Benito Di Costanzo, Caputo, Magliulo, Masseria Campito, Numeroso, Salvatore Martusciello, Tenuta Fontana, Vestini Campagnano.

la consegna dell’assegno

Riteniamo doveroso – ha affermato Gianfranco Iervolino – che l’alta cucina vada in soccorso delle produzioni autoctone del territorio. Del resto – aggiunge – l’abbinamento ideale per piatti a base di mozzarella, che è uno dei prodotti più tipici di queste zone, è proprio l’Asprinio di Aversa che in molti realizzano nella versioni spumante“.

Perfetto si è infatti rivelato l’abbinamento con le creazioni esclusive dei tre maestri del gusto per la serata da “Morsi & Rimorsi” e, in particolare, con la frittatina di Peppe Guida realizzata con bucatini del pastificio Dei Campi, friarielli, salsiccia e nduja e con la pizza “Nonna Rosa” che il padrone di casa, Gianfranco Iervolino, ha voluto dedicare proprio  allo chef stellato Guida, riportando sulla pizza gli ingredienti di un celebre piatto di Guida: crema di patate, baccalà, scarola riccia, zeste (bucce) di limone, polvere di camomilla e peperone crusco per dare colore.

La versione spumante ha accompagnato lo straordinario babà di Alfonso  Pepe e l’anteprima della sua Colomba pasquale.

la vite dell’Asprinio

La serata, organizzata dalla Event Planet, è stata divisa in tre momenti: la presentazione da parte del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro dei produttori di Asprinio, la degustazione e, infine, la solidarietà: i titolari di “Morsi & Rimorsi” (insieme a Iervolino fanno parte della compagine societaria i fratelli Capece e Gianni Malinconico) hanno simbolicamente e concretamente consegnato a don Ernesto Rascato della Diocesi di Aversa l’assegno da 2500 euro da portare al Vescovo, pari al ricavato della vendita della pizza Aversana, per la copertura delle spese di restauro del mosaico del XVII secolo raffigurante il Cardinale Innico Caracciolo, opera di Pietro Bracci, collocato nella Cappella del Sacramento della Cattedrale di Aversa e che versa in cattive condizioni.

Harry di Prisco

Harry
AUTHOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos