Le eccellenze italiane a Londra per sfidare la Brexit

Le eccellenze italiane a Londra per sfidare la Brexit

Lunedì 7 e martedì 8 novembre a Londra si svolgera’ un evento intitolato Gustoitalia, che propone 80 espositori italiani di eccellenza al pubblico inglese di buyer, distributori e specialisti del settore enogastronomico. Un evento pensato anche per il rilancio del made in Italy in un momento in cui, causa la Brexit, la situazione dell’export risulta

Lunedì 7 e martedì 8 novembre a Londra si svolgera’ un evento intitolato Gustoitalia, che propone 80 espositori italiani di eccellenza al pubblico inglese di buyer, distributori e specialisti del settore enogastronomico. Un evento pensato anche per il rilancio del made in Italy in un momento in cui, causa la Brexit, la situazione dell’export risulta sofferente, come segnala il presidente dell-associazione chef italiani in UK, che promuove l’evento.
Dal Pistacchio di Bronte alla Malvasia di Bosa, dai vini siciliani al Dottor Espresso che in tre diversi locali di Londra diffonde la tradizione del caffè italiano che davvero porta in Paradiso. Fino alla cucina dell’Emilia Romagna, agli oli che profumano come il vento di certe regioni del Belpaese, ai rossi intensi che solo la terra siciliana sa regalare. Solo qualcuna delle decine di suggestioni che lunedì 7 novembre trasformeranno la sala da ballo dello Sheraton Hotel di Park Lane a Londra nel luogo ideale per chi ama i sapori italici. L’occasione è Gustoitalia, evento promosso dall’Associazione professionale cuochi italiani in Uk (Apci uk) per presentare una selezione dei prodotti enogastronomici italiani. Tra i partner figurano l’ITA, l’Italian Trade Agency, la regione Sardegna, il comune di Bosa, il Bosa Wine Festival, l’Expo del Pistacchio di Bronte, Slow Food Anglia. In mostra si troveranno circa ottanti espositori italiani, con una varietà estrema di produzioni e di proposte, che ben fotografano la ricchezza del nostro paese. Alla due giorni saranno presenti agenti, importatori, distributori, buyers, critici e blogger, sommelier, cuochi di calibro internazionale. L’idea degli organizzatori é di creare un’occasione di incontro e di conoscenza che produca rapporti duraturi di collaborazione, in modo che poi i prodotti raggiungano il grande pubblico e l’economia e la produzione abbiamo un importante rilancio. Un programma importante, soprattutto in una fase di congiuntura come quella attuale, resa ancora più complicata dall’effetto della Brexit, che ha portato a un aumento dei costi dei prodotti anche del trenta per cento. La due giorni di GustoItalia si concluderà l’8 novembre, con una serata di gala, al Millenium Hotel, che sarà poi l’occasione per consegnare il “Premio della ristorazione italiana nel Regno Unito”, che si ripromette di dare rilievo alle eccellenze enogastronomiche del nostro paese che lavorano all’estero e di incoronare gli ambasciatori della buona tavola. La manifestazione gode l’appoggio di sponsor importanti come Olitalia, Surgital, Alivini, The family officer group e Italian cards e avrà anche un obiettivo benefico. Da una parte verranno raccolti fondi per la ricostruzione nella zona di Amatrice, devastata dal terremoto, dall’altra saranno assegnati contributi alla chiarity britannica Lunch Box. Un altro segno dell’eccellenza italiana.

Espositori sardi
Sardenian Wine
Cantina Deaddis
Genuina
Comune di Bosa
Regione Sardegna
Fattoi
Consorzio San Michele Berchidda
Risi Oristano
Restauri
Bosa Wine Festival
Acqua Smeraldina
Espositori siciliani
Donna Lucata
Tenuta Macconi
Nonno Peppino
Tastaly
SicilyAvemu
Allenza Caffe
Lazzara Sicilia
Sciampagna
SiciliAromi
Tenuta Vendicari
Tenuta Pozzi
Fiasconaro
Vitae
Espositori campani
Carnevale
Salsicciamo ©
LA Dolce Terra
Laquilot
Espositori Emilia Romagna
Scuola cucina

Intervista al presidente sui temi di export e Brexit

– Come ha reagito quando ha saputo dell’esito del referendum? Se lo aspettava?
Sono rimasto deluso anche se in cuor mio mi aspettavo il risultato ottenuto per il malcontento generale nei mesi precedenti e perchè la campagna in favore è stata molto più intelligente anche se hanno giocato la carta dell’immigrazione che poi alla fine e’ stata quella vincente
– All’inizio cosa l’ha spaventata soprattutto?
La caduta della sterlina
– E adesso, a qualche mese di distanza, qual’è la sua sensazione?
Il Regno Unito è sempre stato un paese forte anche nei momenti più difficili ha sempre trovato una via per riemergere.
– Che cosa la preoccupa al momento?
Continua a preoccuparmi la moneta e il fatto che il paese è diviso e molti che hanno votato per il si se ne sono pentiti perchè appunto non avevano capito realmente le conseguenze del referendum.
– Parliamo delle conseguenze nel vostro settore. Ad esempio dell’importazione della materia prima italiana che è essenziale per il vostro lavoro di chef. Ci saranno dei rincari? Diventerà più diffcile
I rincari sono già avvenuti per il crollo della sterlina, alcuni prodotti sono aumentati del 30 %.
Diventerà piu difficile trovare prodotti di nicchia e di qualità ad un prezzo ragionevole il che significa che il mercato si sta orientando alla globalizzazione delle grandi aziende importando un prodotto medio basso per ammortizzare i costi. Incrementando l’acquisto dei prodotti provenienti dai paesi non comunitari e contaminando il mercato con prodotti di produzione Americana dalle farine alle carni o ancora peggio a quelli cinesi con la scarsa qualita’ prodotta in Cina.
– E cosa sarà delle aziende che si occupano di import ed export?
Le più piccole rischiano di sparire e le grandi si orienteranno su altri mercati. Alla fine la Brexit sta distruggendo il made in Italy in Uk drasticamente, con nuove aziende inglesi che producono falsi originali ad esempio mozzarella, parmigiano, salami, burrate, pasta con farine americane. Porchette fatte in Uk….
– Molti chef italiani, ora anche affermati, hanno iniziato la loro carriera dal basso, arrivando in Gran Bretagna senza particolari prospettive e poi facendosi valere. Secondo lei sarà ancora possibile dopo la Brexit?
Il professionista italiano sceglie di lavorare in altri paesi che stanno emergendo economicamente offrendo posizioni con stipendi vantaggiosi come Cina, India e i paesi arabi. Il costo di vita in Uk è aumentato e le paghe degli chef professionisti sono diminuite, quindi se prima un professionista o un ragazzo con la volontà di crescere professionalmente pensava di venire qui in Uk facendo dei sacrifiie iniziali per poi avere una paga meritevole dopo andrà altrove o rimarrà in Italia. In Italia un ragazzo in cucina prende di media 800 euro e vive a casa quindi lo stipendio rimane quasi intoccato mentre qui prenderebbe 1300 euro al mese ma deve pagare 800 per la casa più 150 per i mezzi.
– E cosa pensa che accadrà degli italiani che già lavorano qui?
Chi è qui da tempo, continuerà a vivere e lavorare qui perchè ben inserito nel sistema. I nuovi avranno un po’ di idifficoltà economiche
– In un clima come quello attuale, quale pensa sia il significato di un evento come Gusto Italia
Gusto italia è un ambiente dove il produttore e il distributore sono presenti l’un a fianco dell’altro e farà in modo che il produttore abbia una risposta immediata a proposito del fatto che il suo prodotto possa avere mercato in Uk con pareri diretti dal distributore e professionisti del settore che verranno alla manifestazione con la possibilità di avere incontri diretti con i buyers.
– Perchè secondo lei ha senso partecipare e a cosa può servire? Magari anche per spiegare meglio chi sono gli italiani e la loro cultura?
Dare forza al vero made in Italy. Ecco perchè l’evento è sostenuto in pieno dalla APCI Italia come garanzia nazionale e APCI-UK con ITA per il support esteroed in particular modo con il patrocinio della regione Sardegna, con il gemellaggio con il festival del vino di Bosa e il festival del pistacchio di bronte con grande supporto di entrambi i sindaci i quali tengono con orgoglio ai loro prodotti . dando sostegno e valore alle nostre materie prime.

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